Basket Olimpiadi: le “merveilleux” Bleus all’ultima grande battuta di caccia

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Basket Olimpiadi
: a Rio è tutto pronto. Ancora poche ore e vedremo i primi palleggi del torneo più ambito almeno a livello di nazionali. Così, non resta che lasciarsi andare a una carrellata minima delle squadre con maggiore appeal e, soprattutto, con le chance più cospicue di infilare ai nerboruti colli dei cuoi componenti una medaglia che lo si voglia o no griffa di prestigio una carriera. Se ogni metallo che non sia l’oro sarebbe comunque una sconfitta per Team Usa, non mancano le compagini pronte a “sgambettare” Kevin Durant e compagnia (non troppo) festante. Cominciamo da quella che per mix di talento ed esperienza sicuramente non arriva in terra carioca per andare a sole e capirinhe: è la Francia di coach Vincet Collet, forse al suo ultimo vero valzer con questo gruppo che di allori ne ha già portati a casa a go go. La banda dei Parker, Diaw e stelline varie, nelle ultime tre edizioni degli Europei ha preso medaglie di ogni materiale: oro nel 2011, argento nel 2013, bronzo un anno fa davanti sul suolo natìo di Lille. Ai mondiali spagnoli del 2014 altro bronzo negando ai padroni di casa le stelle filanti. Manca il sigillo olimpico, assente sulla bacheca della Federbasket transalpina da quel mirabolante argento acciuffato da Rigaudeau e soci a Sydney 2000.

Che Francia vedremo in Brasile? La solita. Granitica e guizzante sotto, frizzante ed estemporanea nel back court. Con Boris Diaw nei panni del playmaker aggiunto. Difficile non voler annusare il profumo di podio quando disponi dell’intramontabile Tony Parker in regia (quattro anelli Nba alle dita, ndr): negli ultimi anni il guizzante peperino degli Spurs ha mostrato tracolli di rendimento vistosi, ma resta uno dei point man con più classe al mondo. Chi lo dà per ex spauracchio farebbe bene a riprendere la calcolatrice e a fare bene i conti, magari guardando i numeri che questo fuoriclasse ha raggranellato con la canotta della nazionale francese. Al suo fianco ci sarà il dominus dell’annata di Eurolega, quel Nando De Colo che da MVP ha issato il CSKA Mosca sul trono del Vecchio Continente a colpi di pennello. A questo tandem che il fatto suo lo sa eccome, va aggiunto il talento cristallino di Nicolas Batum, eclettico esterno che a Rio sarà chiamato ad essere la “lama” offensiva più affilata del team di Colletti. Reduce dalla miglior stagione in carriera nella Nba in maglia Charlotte Hornets, l’asso della Bassa Normandia ha appena autografato un contratto da 120 milioni di dollari per 5 anni, che ne fanno l’atleta più pagato dell’intera spedizione francese in Brasile. Ha le motivazioni per lasciare il segno: tenerlo d’occhio è d’obbligo. Dietro questi tre, “Les Bleus” hanno anche un attaccante sopraffino come Evan Fournier: il 23enne della Marna ad Orlando ha dimostrato di essere attaccante sopraffino e  multidimensionale.

Sottocanestro la musica non cambia: squadra arcigna e con diverse opzioni quella francese. Detto di Boris Diaw: con Parker è stato la pietra angolare dei successi francesi dell’ultimo quadriennio, e come il franco-belga sa che questo è l’ultimo grande giro di giostra per entrambi. Accanto a lui nello spot di centro quel Rudy Gobert che, senza gli acciacchi che lo assillano costantemente, anche di là dell’oceano negli Utah Jazz ha giganteggiato sovente in vernice. Dietro di loro c’è Joffrey Lauvergne, 25enne dalle braccia chilometriche compagno di Gallinari a Denver. Occhio alla Francia: per molti di loro “Rio val bene una medaglia”. Si inizia sabato con l’Australia alle 19.15.

ROSTER                                                                                          

GUARDIE: Parker, De Colo, Fournier, Heurtel, Diot.

ALI: Batum, Diaw, Kahudi, Pietrus, Gelabale.

CENTRI: Gobert, Lauvergne.

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