E’ morto Jeelani gloria della Lazio e del Livorno

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui
Morte Jeelani Livorno

Jeelani nella Libertas Livorno 1983-84 (fonte ilbasketlivornese)

Lutto per gli amanti del Basket, è morto mercoledì notte, nell’ospedale francescano All-Saints di Wheaton, Abdul Jeelani, indimenticabile leader della Eldorado Lazio e della Libertas Livorno che, in due fasi differenti, 1977-1979 e 1981-1985, ha deliziato i palasport di tutta Italia con il suo talento, aveva 62 anni. Abdul Jeelani, in origine Gary Cole, era nato il 10 febbraio 1954 a Bells, Tennessee. Si è diplomato alla Park High School nel 1972 ed ha continuato il suo cursus honorum al NAIA All-America e a Parkside nel 1975 e nel 1976.

Morte Jeelani, la sua carriera

Scelto dai Cleveland Cavaliers nel terzo turno del Draft NBA 1976, Jeelani preferì rinunciare all’ingaggio, firmando poi nel settembre 1977 per i Detroit Pistons. Ma è proprio a Detroit che arriva la prima svolta, Jeelani, per motivi personali e di studio, decide di trasferirsi in Italia dove approderà alla Lazio Basket, allora Eldorado, che grazie alla sua genialità gioca due campionati stupendi, il 1977-78 e il 1978-1979 chiuso con il trionfale approdo in Serie A1 da dove, come riporta laziowiki, mancava dal 1965. E’ una squadra spettacolare quella guidata dal giovane Giancarlo Asteo. Abdul Jeelani per due anni consecutivi  sarà eletto miglior straniero del campionato.
Le ottime performance romane gli schiudono le porte dell’NBA dove Jeelani approda firmando per i Portland Trail Blazers. Nel 1980 passa ai Dallas Mavericks e li si ritaglia un posto nella Storia. L’11 ottobre 1980, è infatti il mio primo atleta a segnare punti per la franchigia texana che si era iscritta alla Lega proprio in quell’anno. Dopo una stagione con i Dallas Mavericks, Jeelani, accetta la corte della Libertas Livorno che gli propone un contratto quadriennale del valore di 750,000 Dollari. E’ l’apice della sua carriera. A Livorno, Jeelani vince subito, aiutando i labronici a salire dalla Serie A2 alla Serie A1 e giocando per tre anni consecutivi un basket veloce, fantasioso e redditizio. La sua Libertas  arriverà fino a disputare la Coppa Korac. Nel 1985 dopo il ritorno in A2 del Livorno si trasferisce al Saski Baskonia dove nel 1987 chiuderà la sua carriera.

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Morte Jeelani, la Vita dopo il Basket

Dopo il suo ritiro dal basket giocato Jeelani cadrà in disgrazia. Come recita wikipedia: “Nel 1987 si ritirò e tornò negli Stati Uniti, ma una serie di disavventure lo ridussero a senzatetto. Simone Santi, il presidente della Lazio Basket, ne apprese la storia da un articolo di giornale. Jeelani aveva perso il lavoro alla Johnson Wax, azienda di prodotti per pavimenti, si era dovuto operare tre volte per un tumore. Per sua ammissione, l’aveva salvato la forte fede musulmana, per cui era anche soprannominato la mano di Maometto. Per pagare i suoi debiti hanno contribuito anche i tifosi della Libertas Livorno, raccogliendo 3700 € in una colletta. È tornato in Italia con il figlio Azim il 14 gennaio 2011, accolto dall’ex avversario Dino Meneghin. Durante l’incontro Jeelani ha raccontato di aver passato due anni nel centro per senzatetto di Racine dopo aver perso il lavoro e quando gli hanno diagnosticato un cancro alla prostata. Il presidente della Lazio Basket gli propone un ingaggio per allenare i bambini di due centri della periferia di Roma. Il suo lavoro sarebbe dovuto iniziare a settembre 2011, ma il nuovo insorgere della malattia bloccherà l’attività. Negli ultimi la soddisfazione della Laurea in Consulenza, il lavoro con Ghuari, il direttore esecutivo della George Bray Community Center e soprattutto il lungo combattimento corpo a corpo con la malattia che lo ha sconfitto ieri notte.

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