Grissin Bon, Achille Polonara e la sua mitica stoppata contro Sassari

Pubblicato il autore: Andrea Malavolti Segui

La sua clamorosa stoppata su Savanovic, oltre a essere stata una delle giocate decisive nella gara che la Grissin Bon Pallacanestro Reggiana ha vinto contro la Dinamo Sassari, è un gesto atletico che ha tutte le carte in regola per diventare una delle immagine iconiche del campionato biancorosso, al quale poi Achille Polonara (nella foto) ha fatto seguire due canestri e altrettanti tiri liberi realizzati di importanza vitale nel finale di partita. In pratica la forte ala marchigiana ha messo la sua firma sulla vittoria di Reggio Emilia.
Polonara, c’è chi pensa che lei non sia ancora atterrato dal volo che ha fermato Savanovic…
“Sono atterrato ed eccomi qui. In realtà avevo una gran paura che gli dessero canestro valido come già era successo con Avellino in Supercoppa, anche perché era ancora più difficile da vedere. Ma gli arbitri in questo caso sono stati molto bravi e io ho potuto dare libero sfogo alla mia felicità”.
In effetti il suo grido ha fatto quasi esplodere il PalaDozza…
“Sì, ho gridato ai tifosi: not in my house! In casa nostra un canestro così non lo volevo proprio subire”.
Quanto ha contato quella stoppata nel suo ottimo finale di gara?
“Mi ha dato tantissima energia. Da lì ho preso ulteriore intensità e ancor più aggressività per trovare altre due buone conclusioni e segnare due importantissimi tiri liberi”.
Dopo le sconfitte contro Avellino e Caserta la vittoria contro Sassari è stata un autentico toccasana per voi.
“Nel pre partita eravamo tutti sereni. Ci eravamo allenati molto bene, dopo aver222189-thumb-social-play-grissin_bon_polonara_1 capito gli errori commessi a Caserta, e avevamo preparato il match contro i sardi in maniera perfetta. Siamo ancora alle prime giornate ed è comprensibile che di sbagli ne abbiamo commessi davvero tanti ma poi, lavorando di squadra, ci siamo meritati il successo. Non ho sentito particolari pressioni sulle spalle sabato scorso. La vittoria però innegabilmente fa morale, perché andare a Brindisi con alle spalle due sconfitte in campionato qualche pensiero negativo avrebbe potuto farcelo venire”.
Dopo la prima frazione di gioco decisamente sottotono, nel secondo tempo sembravate inarrestabili, un autentico fiume in piena. Che cosa è successo nell’intervallo lungo?
“E’ accaduto che si siamo dati una bella svegliata a vicenda, consigliandoci reciprocamente sulle cose da fare nei secondi venti minuti. Prendere 42 punti in casa, anche se da una buona squadra come è senza dubbio la Dinamo Sassari, era per noi del tutto inaccettabile”.
Insomma, avete esercitato quella “leadership diffusa” di cui parla sempre coach Max Menetti?
“E’ un’idea questa che ci piace molto. Questo è un gruppo di persone in grado di portare mattoni importanti durante una partita ma, al tempo stesso, siamo una squadra in cui tutti hanno bisogno di tutti. Non c’è più il maestro Rimantas Kaukenas, ma abbiamo ascoltato attentamente le sue lezioni e i suoi fondamentali consigli, facendone tesoro. Ora proviamo a metterli in pratica sul campo. La leadership adesso ce la creiamo da noi tutti insieme”.
Intanto la società reggiana è stata multata di 450 euro per “offese collettive, sporadiche, del pubblico agli arbitri.

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