Dinamo, una sconfitta folle

Pubblicato il autore: Gianpiero Farina Segui

I sassaresi cadono in quel di Brescia

Federico Pasquini, coach della Dinamo Sassari.

56-48. Basterebbe davvero solo e soltanto il punteggio per spiegare e capire quanto successo ieri tra la Germani Basket Brescia e la Dinamo Sassari Banco di Sardegna. I lombardi la spuntano in una partita dal punteggio a dir poco basso e caratterizzata da errori, a volte clamorosi e madornali, sia da una parte che dall’altra. In alcuni momenti ci sono stati dei veri e propri blackout con entrambe le squadre che non riuscivano a trovare la via del canestro. Per i sassaresi si interrompe quindi a cinque la striscia di vittorie consecutive. Non occorre però fare troppi drammi. Appare chiaro che prima o poi una sconfitta sarebbe arrivata, ma certe riflessioni è sempre meglio farle, perché è dagli errori che si può e si deve imparare.

Abbiamo parlato di un punteggio molto basso. La Dinamo ha realizzato soltanto 27 punti nel primo tempo con percentuali veramente orribili e imbarazzanti. Si aspettava la reazione nel terzo quarto, come avvenuto contro Reggio Emilia, ma stavolta questa non c’è affatto stata. Anzi i padroni di casa hanno preso il largo. E allora ecco che i 21 punti messi a segno nel secondo tempo hanno abbassato ancor di più media e statistiche. Senza alcun dubbio, è pesata come un macigno l’assenza di Dusko Savanovic. Gli uomini di coach Federico Pasquini ne hanno risentito soprattutto in zona offensiva. A salvarsi è il solo Gani Lawal, l’unico a toccare la doppia cifra e a prendere numerosi e fondamentali rimbalzi. Male il croato Rok Stipcevic, che non è mai veramente entrato in partita e che non è riuscito a prender per mano i suoi. E questo si è avvertito non poco. Piccole cose che hanno irrimediabilmente e maledettamente fatto la differenza. Questo, d’altronde, è il basket.

La sconfitta è quindi, nel complesso, meritata, per quanto Brescia non ha certo brillato e dato grande spettacolo. Dal punto di vista tecnico, come già detto, la partita è stata a dir poco pessima e a tratti inguardabile, ma i lombardi hanno avuto il famoso killer instinct nei momenti decisivi e clou della sfida. E forse anche un po’ questo ciò che è mancato alla Dinamo. Si può per esempio dire che i sassaresi erano partiti benissimo nell’ultimo quarto, portandosi a solo due lunghezze dagli avversari, che apparivano come in debito di ossigeno. La luce però poi si è come spenta e Devecchi e compagni hanno sciupato, a volte anche in maniera stupida e sciocca, numerose occasioni per impattare la partita o addirittura passare in vantaggio. Insomma, una vera e propria giornata no. L’importante è prenderne coscienza, non fare drammi e ripartire. La posizione in classifica è sicuramente ancora buona, ma la lotta per i play off si annuncia più avvincente che mai. Ora la testa però dovrà guardare all’importante impegno di mercoledì in Champions League contro i cechi del Cez Nymburk. Là non saranno ammesse distrazioni e cedimenti. Là servirà un’altra Dinamo. La stagione ha ancora molto da dire. Anzi, praticamente tutto. Occorre non buttare tutto all’aria.

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