Basket Final Eight, rabbia e amarezza tra i giocatori della Grissin Bon dopo l’eliminazione

Pubblicato il autore: Andrea Malavolti Segui

Basket. Anche se sono già passati due giorni dalla gara con l’EA7 Milano che ha sancito l’eliminazione della Grissin Bon Pallacanestro Reggiana dalla Final Eight di Coppa Italia, i giocatori biancorossi trasudano ancora rabbia, amarezza e delusione. Secondo l’analisi di capitan Pietro Aradori (nella foto), uno degli migliori dei suoi, per 36 minuti Reggio Emilia è stata superiore a Milano, conducendo la partita fin dall’inizio. Nei primi due quarti la Grissin Bon aveva seriamente messo in difficoltà l’Armani, poi i due minuti finali hanno rovinato tutto. Che cosa è successo? “Il pallone – risponde serafico il giocatore bresciano – non pesa nello stesso modo nella prima metà di gara rispetto ai minuti finali“. E’ un fatto che negli ultimi sei-sette minuti gli emiliani hanno regalato troppe palle perse e, secondo Aradori, è inconcepibile concedere quattro-sei punti nel terzo tempo quando la squadra era in vantaggio prima di quattro poi di sei punti. Non è pensabile, insiste Aradori, perché non si può pensare di vincere una partita di questo tipo e di questo livello regalando così tanto nell’ultimo quarto. Brava anche Milano, naturalmente, a mettere due bombe aperte, ma una squadra come la Grissin Bon, costruita per vincere, doveva fare di più e meglio.

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Aradori continua a battere sullo stesso tasto: “L’abbiamo regalata questa partita, anche se l’Armani ha giocato bene, e per noi è una grande occasione sprecata”. Pascolo ha scombinato i meccanismi biancorossi, colpa di cattive letture difensive? Aradori ammette che in difesa sono stati sicuramente commessi degli errori: “Certo che se concediamo dai 15 ai 20 punti o anche di più in contropiede nei terzi tempi diventa difficile riuscire a vincere; se togliamo a Milano una decina di punti ottenuti in quel modo ora staremmo parlando di un’altra partita”. Il capitano biancorosso ammette anche che Pascolo ha fatto una grande gara con canestri importanti segnati sul finire perché i cestisti reggiani non sono riusciti a marcarlo come si doveva. “Il punto, a mio parere, è quello di pensare al pallone nell’ultimo quarto, quando si è punto a punto, come se fosse il pallone più importante della vita, poi si può anche sbagliare perché chiunque può sbagliare un tiro, ma la scelta deve essere quella giusta e su questo dobbiamo lavorare”. Aradori conclude spiegando che la compagine reggiana pensava di vincere la finale giocando senza timori reverenziali, ma in questo momento, con i nuovi acquisti, è cambiato il modo di giocare e sarebbe servito più tempo per lavorare insieme.

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Della Valle: una botta difficile da assorbire

Tra i più delusi e arrabbiati in casa Pallacanestro Reggiana c’è anche Amedeo Della Valle, il quale spiega: “E’ chiaro che negli ultimi due, tre minuti non siamo stati bravi perché abbiamo gettato via il vantaggio che avevamo accumulato”. La squadra ha mollato sia alla fine del secondo quarto che alla fine dell’ultimo? “Purtroppo – risponde il giocatore di Alba – non riuscivamo a trovare vantaggi in attacco e quindi abbiamo forzato delle palle mentre loro capitalizzavano in contropiede. E’ andata così”. Della Valle spera di riuscire a confermare quanto di buono fatto vedere sul parquet di Rimini, ma “la botta c’è stata perché pensavamo di conquistare la finale”.

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