NBA, Anthony Davis sta sprecando il proprio talento a New Orleans?

Pubblicato il autore: Cesare Germogli Segui


Una delle stelle più brillanti dell’NBA contemporanea, forse il primo di questa nuova razza di lunghi dotati di ball handling e tiro dalla media-lunga distanza impensabili per un’ala grande/centro (Porzingis l’altro punto di riferimento in questa categoria), deve decidere cosa fare da grande.

Anthony Davis,  selezionato come prima scelta assoluta al draft 2012 dagli allora New Orleans Hornets (ora Pelicans), è stato considerato quasi da subito uno dei migliori giocatori del panorama cestitico americano. Colui che è probabilmente la miglior ala forte in circolazione, dopo anni in una squadra solo una volta in grado di accedere ai playoff, sembrava aver trovato un momento di svolta per la sua carriera nella scorsa stagione.

NBA, i Pelicans sono migliorati ma non abbastanza

Un ritorno ai suoi livelli abituali con statistiche mostruose, il record di punti di sempre ad un All Star Game (52), peraltro giocato nella sua New Orleans con annesso titolo di MVP, era stato “premiato” dalla trade che ha portato DeMarcus Cousins, tra i migliori centri dell’NBA, in Louisiana.
Il nuovo duo sembra una rivisitazione delle Twin Towers, la storica coppia formata da Tim Duncan e David Robinson vent’anni fa a San Antonio, e i miglioramenti quest’anno di sicuro si stanno vedendo con i New Orleans Pelicans saldamente dentro la corsa per accedere ai playoff.

Ma l’NBA non è più quella di vent’anni fa. Il gioco si è sempre più spostato verso un modello che risalta le doti delle guardie. Velocità in transizione e la pericolosità dalla linea dei tre punti sono le caratteristiche fondamentali per competere ad alti livelli. Il supporting cast di Anthony Davis e DeMarcus Cousins non è di certo da buttare, con Rondo e Holiday a spiccare su tutti, ma non dà quella pericolosità dal perimetro fondamentale per competere ad alti livelli, specialmente nella Western Conference.
I Pelicans quest’anno possono andare ai playoff, ma ne ora ne tantomeno nel futuro prossimo sembrano in grado di impensierire le corazzate dell’ovest, Golden State Warriors e Houston Rockets su tutte. Inoltre Cousins sarà free agent quest’estate.
Il futuro sembra tutt’altro che certo per la franchigia di New Orleans.

Anthony Davis fa bene a rimanere leale ai Pelicans?

La domanda sorge spontanea. Anthony Davis attualmente si trova nel secondo anno di un contratto quinquennale, e le voci di corridoio che vogliono i Boston Celtics alla porta per una trade si fanno sempre più insistenti. Boston vuole fare il salto di qualità definitivo per arrivare al titolo, e dispone di pedine di scambio ottime (giovani talenti e chiamate ai draft futuri) per una franchigia che forse farebbe bene ad abbandonare il progetto Davis per ripartire da zero.

La domanda se la sono posta anche due ex del mondo NBA, ora analisti per ESPN, Carlos Boozer e coach Byron Scott. Entrambi sottolineano un concetto chiave: ad Anthony Davis interessa vincere. Ma questo pedigree vincente, derivato dagli anni del college a Kentucky University, mal si abbina ad una franchigia che sembra avere poche prospettive per il futuro a breve termine.
Anthony Davis vorrebbe restare a New Orleans, città in cui è amato e a cui è affezionato, e per la quale anche il basket è stato un punto di riferimento importante dopo l’uragano Katrina. Ma questo a patto di poter essere competitivi.
Il fuoriclasse nativo di Chicago sta entrando negli anni migliori della sua carriera. Sarebbe un peccato enorme ed uno spreco di talento imperdonabile se non potesse lottare per il titolo NBA.

 

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