Gara 6 finale NBA 2015: promossi e bocciati

Pubblicato il autore: Alberto Pedrazzini Segui

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Gara 6 finale NBA 2015 ha assegnato il titolo ai Golden State Warriors, che hanno vinto la serie per 4-2 con Andre Iguodala premiato MVP. Ora è il turno di scegliere promossi e bocciati della partita.
Gara 6 finale NBA 2015: I PROMOSSI
Lebron James: non avrà vinto il titolo ma di certo il n.23 dei Cleveland Cavaliers non esce sconfitto da questa serie. Anche ieri è andato a un assist dalla tripla doppia e alla sua prestazione ha aggiunto 32 punti e la bellezza di 18 rimbalzi conquistati.
Andre Iguodala: è il primo MVP delle finali a non esser mai partito in quintetto nel corso della stagione regolare. Ma il suo inserimento nello starting five dei Warriors ha cambiato per sempre la serie. Ieri è stato ancora superlativo con 25 punti, 5 rimbalzi e 5 assist. Dopo gara 5 Steve Nash aveva twittato: “Iggy è irrinunciabile in questa serie”, parole sante.
Draymond Green: 16 punti, 11 rimbalzi e 10 assist, ovvero tripla doppia per il lungo di Golden State. Premiando lui premiamo anche Steve Kerr, che da quando lo ha spostato come centro inserendo Iguodala in quintetto ha cambiato definitivamente la storia delle finali.

Gara 6 finale NBA 2015: I BOCCIATI
Iman Shumpert: dalla tua guardia titolare è lecito aspettarsi di più di 8 punti con 1/3 da due e o/3 da tre. Dall’ex Knicks ci si aspettava una pericolosità da dietro l’arco dei tre punti che non c’è mai stata, permettendo alla difesa di Golden State di raddoppiare su Lebron James.
Klay Thompsons: se dobbiamo guardare il termine delle finali NBA 2015, Steph Curry è diventato lo Splash Brother, ovvero al singolare. Thompson si è perso e ieri non è andato oltre i 5 punti con 2/7 dal campo. Fortuna per lui che c’erano i suoi compagni di squadra.
David Blatt: è verissimo che l’ex coach della Benetton Treviso vede i suoi giocatori tutti i giorni e nessuno meglio di lui conosce le loro condizioni fisiche. Ma è mai possibile che in piena emergenza (Varejao, Love e Irving tutti K.O.) non sia stato concesso qualche minuto in più a veterani come Mike Miller, Shawn Marion o Kendrick Perkins? Sopratutto nelle prime partite della serie in modo da non arrivare totalmente cotti alle ultime due partite delle finali.

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