Golden State Warriors a quota 15. Sono nella storia.

Pubblicato il autore: Alessandro Paroli Segui

golden state warriors

In copertina non potrebbe che stare lui: Stephen Curry. Miglior giocatore della scorsa stagione per distacco, il play nato in Ohio ha guidato la squadra di Aukland alla conquista dell’anello 2015. Ma certo Curry non sembra essersi accontentato, 32.7 punti di media a partita, o aver perso la fame di vittorie. E con lui quella macchina perfetta che sono i Golden State Warriors, che battendo al Pepsi Center di Denver, i Nuggets di Danilo Gallinari per 118-105, sono entrati  nel mito.

15 partite, 15 vittorie, 8 tra le mura amiche, 7 fuori. Non un passo falso, non un dubbio sul proprio strapotere fisico, tecnico. Sono ufficialmente nella storia delle partenze top del NBA; come fecero  i Washington Capitols nel lontano 48-49 e, più recentemente, gli Houston Rockets nel 93-94. I Warriors sembrano davvero destinati a non fermarsi e pronti per conquistare anche la sedicesima, che li lancerebbe al comando di questa particolare classifica. E mercoledì, nella notte italiana, affronteranno i Lakers di Kobe Bryant, che al contrario di Curry e soci, sono in una fase di “tragedia sportiva”avendo collezionato 2 vittorie e 11 sconfitte. Insomma tutto lascia presagire che i GSW agguanteranno la sedicesima vittoria consecutiva di questo inizio di stagione monstre.

I primi a non avere dubbi sul fatto che la striscia di vittorie andrà avanti sono gli stessi giocatori. Alla fine del match contro i Denver Nuggets, il leader Steph Curry si è presentato davanti ai microfoni, dichiarando candidamente: “.. le cose non potrebbero andare meglio di così..siamo pieni di fiducia e questo ha influsso nel modo in cui giochiamo; non mettiamo nemmeno in conto di poter perdere una partita. E’ così che andiamo  avanti a vincere…”; semplice, nessuna ricetta particolare. Solo tanta autostima, tanta convinzione e tanto, tantissimo talento. Questi sono i Golden State Warriors.

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