Kobe Bryant: è arrivata la fine?

Pubblicato il autore: Alberto Pedrazzini

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Nella notte Kobe Bryant e i Los Angeles Lakers sono stati le vittime sacrificali dei Golden State Warriors, che hanno conquistato il record  per la miglior partenza nella storia della NBA. Il n.24 dei gialloviola ha disputato quella che molto probabilmente è stata la peggior partita della sua carriera. In 25 minuti sul parquet il Black Mamba ha segnato 4 punti con 0/7 da due, 1/7 da tre punti e 1/2 dalla lunetta. Per chi è cresciuto vedendo giocare Kobe Bryant fa male vedere il tramonto di un campione. Se fosse in un’altra squadra KB potrebbe ancora dire la sua, magari come terzo violino dietro a due prime punte offensive. Ma in questi Los Angeles Lakers deve essere la prima opzione dell’attacco ma a 37 anni, dopo due anni di quasi inattività e 19 stagioni nella NBA, questo non è più possibile.

In questo caso le statistiche non mentono. Kobe Bryant sta segnando 15,2 punti di media a partita ma le percentuali sono disastrose: 31% dal campo e 19% da tre punti. Lo stesso pluri-campione NBA nell’intervista post-sconfitta contro Golden State è apparso sconfortato come non mai: “Avrei potuto segnare 80 punti stasera ma non sarebbe cambiato nulla, ci sono problemi più grandi. Potrei segnare 35 punti a partita e quale sarebbe il nostro record: 3 vittorie e 11 sconfitte?“. E allora per Kobe Bryant è arrivata la fine? Se non cambierà idea sul fatto di rimanere ai Lakers fino al termine della carriera allora la risposta non può che essere sì.

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