Nba: Golden State, un passo da record

Pubblicato il autore: Nicola Di Gregorio Segui
Stephen Curry

Stephen Curry

In seguito all’inizio di stagione di Stephen Curry & Co, inizia a circolare tra gli addetti ai lavori NBA una domanda che da tempo non si sentiva: i  Golden State Warriors possono battere il record di 72-10 dei Bulls nella stagione 1995-1996? Le certezze non esistono, ma le basi ci sono eccome.
Intanto i Golden State, con il loro 13-0 hanno già in tasca il record di vittorie consecutive ad inizio stagione per quanto riguarda i Campioni in  carica.
Somiglianze. I dati che fomentano le fantasie dei tifosi californiani non sono pochi, primo tra i tanti si chiama Steve Kerr: coach dei Warriors oggi e  giocatore di “quei” Bulls una ventina anni fa, un caso? Forse no.
Il leader. Da una parte il grandissimo Michael Jordan, che quell’anno poté vantarsi di un record di 29.3 punti, 4.4 assist e una percentuale dal campo  di 49.1 nelle prime 12 partite; dall’altra Stephen Curry, il ragazzo classe ’88 al sesto anno tra i professionisti, viaggia con 34.2 punti, 5.3  rimbalzi, 5.8 assist e una percentuale al tiro di 21.9 in questa prima parte di campionato. I numeri ci sono eccome, senza voler scomodare il mito di  Jordan. Da semplice tifoso una considerazione è doverosa: MJ è e sarà sempre la vetta di questo sport, ma Curry sta dimostrando a tutti che l’NBA di oggi non è fatta solo dai muscoli di King James. Il numero 30 di Golded State fa innamorare anche il meno interessato dei profani; a tal proposito si era esposto non più di una settimana fa Kevin Garnett, uno che di basket ne capisce:”Like Michael Jordan was a whole other thing, this guy is his own thing. It’s beautiful for basketball”, insomma entrambi, con le loro caratteristiche e con diversi contesti, stanno facendo un altro sport.
Questione d’età? Una sola differenza balza subito agli occhi: i Bulls potevano contare su un’età media di 30,0 anni, mentre i Warriors sono giù giovani, età media è di 27,3 anni. Giovani per così dire, con sulle spalle una buona dose di esperienza, cosa che i Bulls non avevano al di fuori dei loro trio delle meraviglie (Jordan, Pippen e Rodman). I ragazzi terribili di coach Kerr manterranno questa concentrazione fino alla fine?
Se poi si pensa che i Warriors hanno già dimostrato il loro valore con 8 squadre qualificate ai playoff l’anno scorso, il miraggio dei 72-10 non sembra poi così sfocato; e questa sera in campo ci sono i Bulls, che siano proprio loro a mettere i bastoni tra le ruote?
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