NBA, le 5 squadre più in difficoltà dopo le prime gare

Pubblicato il autore: Domenico Fumarola Segui

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Dopo i primi 10 giorni di regular season NBA, possiamo già iniziare a dare una valutazione delle 30 franchigie del campionato. In questo articolo ci occupiamo delle 5 squadre che sono apparse in netta difficoltà rispetto alle altre, condividendo il pensiero di Eric Saar di Basketballinsider.com. Certo, essendo all’inizio della stagione, nulla è precluso, avendo a disposizione tantissime partite per migliorare la propria situazione, ma esordire con una serie di sconfitte consecutive non aiuta a creare la mentalità vincente necessaria per arrivare alla postseason o semplicemente migliorare il record della passata stagione. In alcuni casi la responsabilità può essere attribuita agli infortuni, in altri allo scarso rendimento delle proprie stelle, oppure ad un indebolimento generale del roster, ma comunque parliamo di franchigie che erano partite con obiettivi ben più ambiziosi rispetto a quelli ottenuti in queste prime gare della stagione.

Ecco le 5 squadre NBA che finora hanno deluso maggiormente.

New Orleans Pelicans. Quando in squadra c’è una forza della natura come Anthony Davis ed un coach preparato come Alvin Gentry, non è possibile partire con un record di 4 sconfitte consecutive, senza riuscire a vincere neanche un match. Una parziale scusante può essere quella di aver incontrato già per 2 volte i campioni in carica dei Golden State Warriors, ma anche contro Portland ed Orlando – squadre sulla carta molto più abbordabili – New Orleans non è riuscita a prevalere. Il roster è privo di diversi elementi, a causa di una lunga serie di infortuni: Omer Asik e Kendrick Perkins sotto canestro, Quincy Pondexter e, soprattutto, Tyreke Evans. L’assenza di Evans è quella che pesa maggiormente e con il rientro in squadra della guardia i Pelicans dovrebbero tornare più competitivi, ma continuare a perdere partite e terreno rispetto alle altre franchigie precluderebbe l’accesso ai playoff, obiettivo alla portata di Davis e compagni.

Houston Rockets. Inizio shock per la squadra di James Harden, con 3 sconfitte consecutive con un divario di 20 punti dagli avversari: 85-105 contro Denver, 92-112 contro Golden State e 89-109 contro Miami. Nelle ultime 2 gare i Rockets sono riusciti a vincere contro Oklahoma (110-105) ed Orlando (119-114 dopo due overtime), ma soffrendo troppo per una franchigia che punta quantomeno alle Finali di Conference. Harden dovrà prendersi sulle spalle l’intera squadra e dare maggiore incisività alla fase difensiva, aspetto molto carente al momento a Houston.

Memphis Grizzlies. Magari le tre vittorie stagionali (su sei gare disputate) sono una buona base per la squadra, ma pesano tantissimo i 50 punti di margine rimediati contro Golden State ed i 30 contro i Cleveland Cavaliers di Lebron James, oltre ai 19 nell’ultimo match di Portland. Le vittorie su Indiana, Brooklyn e Sacramento non possono essere motivo di vanto per una franchigia che punta al vertice della NBA e per questo le stelle devono aumentare le proprie percentuali del campo per dare continuità ai risultati e agganciare il treno dei playoff senza ulteriori difficoltà.

Los Angeles Lakers. Erano note a tutti le problematiche dei Lakers, dall’età avanzata di Kobe Bryant alla scarsa qualità della squadra nella temibile Western Conference. L’obiettivo fondamentale è quello di far crescere i giovani Randle, Russell e Clarkson, ma la mancanza di vittorie potrebbe bloccare lo sviluppo delle potenziali stelle. Anche i nuovi innesti Hibbert e Bass sotto canestro non stanno portando molta qualità ed il solo Lou Williams non può bastare alla franchigia gialloviola.

Brooklyn Nets. Eric Saar parla di “disastro” e non potrebbe essere altrimenti: 5 sconfitte in altrettante gare, il 29esimo peggior attacco (avanti solo a Philadelphia) e la 23esima difesa della Lega. Il dato più allarmante è il margine tra punti segnati e punti subiti: -14.6, il peggiore dell’intera NBA. I Nets l’anno scorso sono riusciti a centrare i playoff, ma in questa stagione la postseason sembra piuttosto un sogno che si scontra con l’incubo del reale, dopo le sconfitte contro Chicago, San Antonio, Memphis, Milwaukee ed Atlanta: si tratta di formazioni sulla carta più quotate di Brooklyn, ma una franchigia reduce dai playoff deve vendere cara la pelle, perché in NBA non ci sono soltanto Lakers, Philadelphia ed Orlando, che sembrano al momento le uniche squadre messe peggio dei Nets.

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