NBA, top e flop della settimana: Curry da sogno, Davis ancora impalpabile

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli

nba curry davisVa in archivio la seconda settimana di regular season, e il verdetto principale riguarda coloro che l’anello ce lo hanno al dito: i Golden State Warriors sono la squadra da battere. A Ovest la concorrenza non manca: da Oklahoma City ai Los Angeles Clippers, dalle texane Houston e San Antonio, resta la western la conference delle corazzate. A Est i confini sono senz’altro più sfumati: al netto degli infortuni Cleveland la fa da padrona (siamo a 6 vittorie in fila). Dopo 7 urrà consecutivi, primi scricchiolii in casa Atlanta (7-2). Ma ecco i top e i flop della “week”.

TOP.

Stephen Curry (voto 9). Gli Warriors sono 8-0, vantano il miglior attacco della Lega e sono primi anche per assist smistati. Chiaro no? Gli aggettivi per il loro uomo guida sono pressoché finiti: con 32,4 punti ad allacciata di scarpe e ha già mandato a bersaglio la bellezza di 41 triple (primo per distacco). Potrà reggere 7 mesi e mezzo a questi livelli? Forse sì, forse no: l’impressione è che a quasi 28 anni, il figlio di Dell abbia imparato a dosarsi. Nella Bay Area intanto si gongola: Golden State ruota 10 giocatori e sembra non fare fatica.

Detroit Pistons e Andre Drummond (voto 8,5). Il team della “Motor City” è 5-2: provate a trovare uno, ma solo un apassionato che avrebbe scommesso mezzo dollaro su un ruolino di marcia simile. Dal derelitto team dell’ultimo biennio (chiedere a Gigi Datome), Detroit si è trasformata nella ventata d’aria fresca della Lega con un basket fisico, reattivo e intelligente. Gran parte del merito di questo boom è sulle spalle del centrone Andre Drummond, il quale sta collezionando numeri da Wilt Chamberlain: siamo a 20 punti a partita e 19,6 rimbalzi con un record di 29. Avanti su questa strada, vedremo i Pistons in azione anche in post season.

Cleveland Cavaliers (voto 7,5). Senza troppi squilli di fanfare, hanno una striscia aperta di 6 vittorie con Kyrie Irving ai box e Jr Smith e Varejao acciaccati. Lebron James è determinato e coinvolge i compagni: attenzione.

Minnesota Timberwolves (voto 7). Il nuovo che avanza. Il rookie Towns sotto canestro è alterno ma può diventare un centro dominante, mentre il canadese Andrew Wiggins sta sprigionando il suo ottimo mix di talento e atletismo: sono spassosi, e per ora anche vincenti nella terribile western.

Miami Heat e Hassan Whiteside (voto 7). I vecchi volponi della florida ci sono eccome. L’uomo in più è il loro centro: il migliore a Est con Drummond. Se Wade e Bosh reggono a questi livelli, si qualificheranno per i playoff senza sudare.

FLOP.

Anthony Davis (voto 4,5). L’uomo che doveva contendere lo scettro di MVP a Curry e James, è in preda a un’involuzione inspiegabile anche per gli addetti ai lavori. Sia chiaro, viaggia pur sempre a 25,2 punti e 9,3 rimbalzi. Ma nelle prime 5 gare ha tirato col 35% dal campo, e ai liberi è sotto al 75%: se New Orleans è ancora a secco di successi, i suoi passi indietro sono il fattore principale.

Sacramento Kings (voto 4). E’ l’armata brancaleone per eccellenza. Tanto talento e poche idee, ed ecco un pessimo record di 1-7. Hanno la scusante di aver giocato 5 match senza il “faro” Cousins, ma McLemore è un fantasma, Gay tira con percentuali infime e Rondo di mestiere ormai fa il pasticcere, o meglio il pasticcione. Si salva il nostro Belinelli, ma lo scenario è fosco.

Kobe Bryant (voto 5,5). Rispetto alla prima settimana, dove lo stesso “Black Mamba” ha detto di sé “faccio schifo”, qualche lampo si è visto ed è arrivato il primo urrà sul campo degli sgangherati Nets. Ma vederlo talvolta arrancare al cospetto di avversari che fino a due anni fa avrebbe mangiato vivi, fa tenerezza.

Brooklyn Nets (voto 3). Inguardabili, letteralmente.

Philadelphia 76ers (voto 5,5). Per l’impegno sono da 7 in pagella, e il rookie Okafor da 9 (candidato numero uno al trofeo di matricola dell’anno). Gran parte dei membri del roster però farebbero fatica nella serie A/2: sarà un’altra stagione di risultati negativi e di stenti nella città dell’amore fraterno.

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