Risultati NBA: Curry è inarrestabile, ancora sberle per Belinelli e Bargnani

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli

risultati nbaLo abbiamo ripetuto più volte a queste latitudini: senza Cousins, Sacramento diventa una squadra che fa fatica con tutti. E ne hanno fatta tanta stanotte i Kings contro i Phoenix Suns (118-89), non certo una candidata all’anello. Cinque partite e un solo striminzito successo: per i californiani di coach Karl è già crisi. Nelle sabbie mobili di Sacramento si mantiene in linea di galleggiamento Marco Belinelli: per l’azzurro 15 punti stanotte, e al solito una figura tutto sommato decente in mezzo alle imbarazzanti gesta dei suoi compagni di squadra. Ancora a secco, invece, i Brooklyn Nets che vengono schiantati in quel di Atalanta (101-87). Il team della Grande Mela, per ora, è letteralmente impalpabile, se si esclude il solo Brook Lopez (27 punti). Per il resto è notte fonda, incluso Andrea Bargnani che nelle ultime tre gare ha messo insieme sì e no 10 minuti di impiego ad allacciata di scarpe. Stanotte 4 a referto per lui: è poco, non nascondiamoci.

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Curry è quasi monotono. Ancora Steph, immensamente Steph. Stanotte il match clou (una spanna sopra agli altri) tra Warriors e Clippers (112-108) ha regalato davvero spettacolo. Per l’MVP dello scorso campionato Nba 31 punti con 7 triple, e tanta concretezza nei momenti topici. Ai Clippers, con un grande Chris Paul (24 punti e 9 assist), manca il “morso” risolutivo nel finale. Le due squadre comunque daranno ancora spettacolo. Non suda troppo, invece, Lebron James: Cleveland strapazza i New York Knicks (96-86) mantenendo le marce ridotte: per il “prescelto” 23 punti, ben coadiuvato dall’esperienza di Mo Williams (22 punti).

Toronto, dove vuoi arrivare? Dopo il poker, ecco calato il poverissimo: i Raptors sono allo stato attuale gli Warriors dell’Est: compatti e spietati. Anche nel test proibitivo sul campo degli Oklahoma City Thunder il team di coach Casey ha impressionato (98-103), trascinato da un DeRozan già in versione All Star (28 punti), spalleggiato a meraviglia dal solito Kyle Lowry (17). I Thunder tirano col 32%: troppo poco, nonostante i 27 di Durant. Sempre a Est, vittoria pesantissima anche per gli Washington Wizards contro San Antonio (102-99): è una tripla di Bradley Beal a regalare l’urrà alla squadra capitolina, la quale si conferma formazione da vertice alla eastern conference. In fase di ripresa gli Houston Rockets dopo la partenza nefasta: ce ne vogliono 28 di Harden e 23 di Howard per avere la meglio sugli Orlando Magic (109-104). Per i ragazzi della Florida altra prova grandissima del francese Fournier (29). McHale pare aver trovato la quadratura del cerchio: ora i Rockets diventano clienti pericolosi per tutti.

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Portland, sorpresissima. Questa estate, partito Aldridge, i Blazers erano accreditati come peggior squadra della Lega. I risultati di questo scorcio novembrino invece li stanno consacrando: a Salt Lake City passeggiano sopra la carcassa degli Utah Jazz (92-108). Si parla tanto di Curry, ma Damien Lillard con 35 punti si conferma tra le prime 3 point guard della Nba. Portland è squadra giovane e con tante variabili di gioco: da seguire, nella maniera più assoluta. Prime prestazioni solide anche per Milwaukee: i ragazzi di Jason Kidd faticano forse troppo a domicilio contro Philadelphia, ma alla fin fine grazie a Khris Middleton (21) e Greg Monroe (18) riescono a sfangarla (91-87). Nei 76ers ancora molto bene il rookie Okafor (21), ma il supporting cast appare un tantino acerbo: di certo in questa prima settimana la migliore matricola è sicuramente lui. Nell’ultimo match della notte, successo di misura degli Indiana Pacers sui Boston Celtics (100-98): è Paul George l’MVP di serata per i gialloblu (26). La guardia si sta dimostrando sulla via del pieno recupero. Per Boston, invece, troppe sbavature nello spettacolare e concitato finale.

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