Risultati NBA: Houston al primo sigillo, Lebron supera quota 25 mila punti

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

risultati nbaRockets, ora sì. Serviva non diciamo uno strombazzare di fanfare, ma un suono secco, forte e chiaro nel Texas, e stanotte è finalmente arrivato. Houston si porta a casa il match clou contro Oklahoma City (110-105) dopo una settimana a dir poco orripilante. L’uomo della provvidenza è quel James Harden autore fino a ieri di un sorprendente (in negativo) 3/32 da tre punti: per lui 37 punti e tanta leadership nel successo nei confronti della franchigia che lo scaricò. Per i “razzi” si vede finalmente anche Ty Lawson, chiamato in biancorosso proprio per supportare Harden (14 punti con 11 assist): sarà irrequieto e scostante, ma l’ex Denver è destinato a diventare l’ago della bilancia del team di coach McHale. Ai Thunder non basta l’ennesima maiuscola prestazione da 54 punti del tandem Durant-Westbrook: sono mancati i comprimari a dar loro man forte al Toyota Center.

Golden State falcia tutto. A procedere come un rullo compressore ci pensano i campioni in carica. Contro Memphis, i ragazzi di Steve Kerr neppure sudano (119-69): troppo divario tecnico, fisico e tattico tra le due formazioni. Steph Curry ne infila 30 in 28 minuti, ma è tutto il quintetto gialloblu a girare come un orologio svizzero. I Grizzlies tengono botta soltanto per un quarto striminzito, poi si arenano: allo stato attuale la squadra del Tennessee non sembra neanche la lontana parente di quella solida e efficace ammirata un anno fa di questi tempi.

Lebron: sono 25 mila. Ci sarebbe arrivato, questa o quella sera poco conta. Ma il “prescelto”, che tra i grandissimi della storia della Lega c’è già, ora ci è dentro anche con i numeri. Il re, coi 22 punti di Philadelphia, supera i 25 mila. Aspetto più importante però, allunga la serie vincente dei suoi a quota tre match (100-107). I 76ers sono tutto fuorché un agnello sacrificale: fino a metà terzo periodo sono in gara eccome. E’ Jahlil Okafor, nemmeno a dirlo, l’uomo in più nella città dell’amore fraterno (24 punti): diciamo che la sua candidatura al trofeo di rookie dell’anno è assai più che seria. Cleveland, dal canto suo, si gode anche il supporting cast e in particolare un Mo Williams valida spalla di Lebron James (21 punti a referto per lui).

Clippers ok, Mago “ahia”. Ed eccoci agli altri risultati Nba. Continua, speditissima, la marcia dei Los Angeles Clippers. La banda di doc Rivers pur con qualche fatica di troppo supera i coriacei Phoenix Suns (102-96) e si propone come una delle corazzate più pericolose della western conference. MVP di serata di nuovo Blake Griffin: per lui 22 punti, 10 rimbalzi e tanta tanta sostanza soprattutto in vernice. Ancora non pervenuti invece i Brooklyn Nets di Andrea Bargnani: al Barclays Center, i bianconeri cedono davanti al loro pubblico ai Milwaukee Bucks per (96-103): l’azzurro chiude con il misero bottino di 5 punti con 1/8 dal campo. Il mattatore dei “cervi” dei Wisconsin è Bayless, capace di infilare 6 triple nel canestro avversario (26 in tutto alla fine). Sono Kawhi Leonard e Lamarcus Aldridge i pilastri della vittoria di San Antonio al Madison Square Garden: rispettivamente con 18 e 19 punti infatti trascinano la truppa di Popovich a un successo meno facile del previsto contro i Knicks, che trovano un pimpante Kristaps  Porzingis (13 punti e 14 rimbalzi). Il finale dice 84-94, con i newyorchesi che si arrendono definitivamente soltanto negli ultimi due giri di lancette del match. Infine, si chiude con la sfida tra Minnesota e Portland. I padroni di casa omaggiano il loro storico coach Flip Saunders (scomparso dieci giorni fa per malattia) con una commovente clip. Poi però, non riescono a regalargli la vittoria: Lillard ne piazza 34 con 7 assist e travolge il diretto avversario Rubio, i Wolves hanno solo Martin (24) in serata s’ e alla fine soccombono per 101-106.

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