Risultati NBA: San Antonio c’è, Houston no. Kobe e i Lakers in caduta libera

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

risultati nbaHouston, abbiamo un problema. Nei primi vagiti di questa stagione Nba targata 2015-2016, è il team texano il grande assente: arrivati in finale di conference un anno fa, i Rockets sono la brutta copia di loro stessi. A Miami (109-89) è arrivata la terza scoppola consecutiva: senza Howard e Motujenas, in vernice la truppa di Kevin McHale pare un colabrodo. A preoccupare parecchio però ora è anche James Harden: il “Barba”, talento offensivo di prima grandezza, ne ha messi 16 con 2/15 al tiro. E’ la terza gara che stecca, e ovviamente a Houston si stanno facendo diverse domande. Gongolano, invece, gli Heat: il lungagnone Whiteside gioca la partita della vita con 25 punti e 15 rimbalzi, I due assi Wade e Bosh sono belli pimpanti e un contributo di totale sostanza arriva già anche dal rookie Justise Winslow. Convinto di essere scelto nei primi 5 all’ultimo draft, è scivolato fino alla pick n° 10 e Miami lo ha fatto suo. Ha voglia di rivalsa, e la Florida è il contesto perfetto per lui.

Spurs e OKC, avanti tutta. Tra le big, non cedono il passo né San Antonio né Oklahoma City. Gli Spurs ora sono sulle spalle di chi è stato chiamato in nero-argento proprio per fare da pietra angolare: Lamarcus Aldridge. L’ex Blazer con 24 punti e 14 rimbalzi disputa il primo match da nocchiero sul parquet di Boston (87-95) e naturalmente ora Popovich gongola: la sua esperta ciurma potrò avere da subito più di una dimensione. Hanno invece due ruote motrici gli Oklahoma City Thunder, i cui nomi sono ben noti: Russell Westbrook e Kevin Durant. Il primo, pur con le polveri bagnate, contro Denver sfiora la tripla doppia (15 punti, 9 rimbalzi e 8 assist). Il secondo, contribuisce in maniera decisiva a creare il break decisivo e chiude con 25 punti. Terzo urrà consecutivo per loro (117-93). In casa Nuggets non brilla Danilo Gallinari, che scrive sul referto di gara 15 punti ma con un quanto meno rivedibile 3/13 dal campo. E’ circondato da tanti giovani, dovrà avere molta pazienza.

Kobe: come è dura l’avventura. Che i Lakers non siano una corazzata lo sappiamo almeno da un quadriennio. Che si sciolgano come neve al sole, specie in presenza di un agonista inarrivabile come Kobe Bryant, era molto più difficile da ipotizzare. Anche contro Dallas (93-103), i gialloviola cedono il passo davanti al proprio pubblico: per il “Black Mamba” soltanto 15 punti con 3/15 al tiro. Troppo poco per poter impensierire un team di marpioni come quello texano. L’unica nota lieta nella città degli angeli è Julius Randle: il lungo, reduce da un grave infortunio, è pienamente recuperato e i 22 punti abbinati a 15 rimbalzi lo dimostrano. Da rivedere invece il contributo della matricola D’Angelo Russell (10 punti), che alterna guizzi importanti a cose tutt’altro che buone.

Toronto e Chicago, concretezza al potere. Dove possono arrivare i Toronto Raptors? Nessuno lo sa. I canadesi da 3 anni sono un ottimo team da regular season, molto meno incisivi poi nei playoff. Il loro ago della bilancia è il grande carnefice dell’Italia agli ultimi Europei: il pivot lituano Valanciunas. Se gioca come sa, è tra i primi 7-8 centri della Lega per impatto e i Raptors diventano pericolosissimi.Stanotte ha messo insieme 19 punti e 9 rimbalzi, e i suoi hanno letteralmente schiantato Milwaukee (106-87). Se c’è una squadra che sa come si gioca “di squadra”, quella è Toronto. Si parla invece spagnolo nello spogliatoio di Chicago: con 16 di Gasol e altri 16 del connazionale naturalizzato Mirotic, i Bulls giubilano la pratica Orlando senza troppo faticare (92-87). Negli altri risultati Nba della notte, vittoria esterna di Atlanta a Charlotte (92-94): per gli Hornets non si muove lo zero dalla casella vittorie.

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