Gregg Popovich: quando la classe non è acqua

Pubblicato il autore: Alberto Pedrazzini

gregg popovich

Gregg Popovich non è solo il miglior allenatore della NBA, è anche un signore con la S maiucola. Il concetto è stato ribadito più volte dai suoi giocatori (attuali ed ex). Non c’è stato mai nessuno che abbia detto una parola negativa nei confronti dell’allenatore dei San Antonio Spurs, uno dei pochi a concedere una seconda chance (per maggiori informazioni chiedere a Danny Green). L’ennesima testimonianza dello spessore del Gregg Popovich uomo l’abbiamo avuta nella notte appena passata. Prima di spiegare facciamo un piccolo passo indietro per raccontare di quanto Pop odi le interviste, in particolar modo quelle di metà partita. Purtroppo per lui la NBA le ha imposte come obbligo a cui tutti devono sottostare. Il risultato sono risposte di due/tre parole al massimo alle domande che i vari giornalisti terrorizzati sottopongono al coach pluricampione NBA. Nel corso degli anni le risposte più esilaranti e i siparietti più divertenti sono stati riservati a Craig Sager, come dimostra il video sottostante:

Nel 2014 a Craig Sager venne diagnosticata la leucemia. Pochi giorni dopo Gregg Popovich fu intervistato dal figlio dello sfortunato giornalista nel corso del mini-intervallo della gara tra Dallas Mavericks e San Antonio Spurs. Ecco la traduzione di quanto detto da coach Pop nel video sottostante: “Bravo, ottimo lavoro ma te lo devo dire: sei stato molto bravo ma preferisco avere tuo padre qui a fare le domande. Ascolta Craig, ci manchi, sei un importante componente della nostra famiglia per tanto tempo facendo un ottimo lavoro. Ti vogliamo presto sul campo, prometto che sarò gentile. Torna qui, buona fortuna!“.

Gregg Popovich e Craig Sager si sono finalmente rincontrati nella notte appena passata per Memphis Grizzlies-San Antonio Spurs. “Siamo in onda? Ok allora sarò onesto con te: è la prima volta che sono contento di fare questa inutile intervista che ci richiedono solo perché ci sei tu e sei tornato. Ok ora fammi un paio di domande inutili“. Bellissima anche la fine dell’intervista quando alla domanda “Coach sei contento della selezione dei tiri?” e guardando l’espressione di Popovich, Sager dice “Tu non sei mai contento, ma io sono contento di vedere te” e la risposta di Pop è impagabile “anche io amico, ti voglio bene“. Ecco il filmato dell’intervista di ieri notte:

Questa è l’ennesima testimonianza dello spessore del Popovich uomo. Oltre a ciò c’è anche il fatto che molto probabilmente Pop è uno dei tre migliori allenatori della storia del gioco. Divenne allenatore dei San Antonio Spurs nel 1996, quando esonerò Brian Hill per mettersi in panchina. Si perché Gregg Popovich era il GM degli speroni e scelse di diventarne anche l’allenatore. Una vera e propria presa del potere. Alla guida degli Spurs ha vinto cinque titoli NBA: il primo nel 1999 e gli altri nel 2003, nel 2005, nel 2007 e nel 2014. Particolarmente significativo è stato l’ultimo anello vinto visto che nel 2013 gli Spurs persero rocambolescamente in finale contro i Miami Heat, quando in vantaggio per 3-2 nella serie, Manu Ginobili e Kawhi Leonard sbagliarono i tiri liberi della sicurezza, consentendo a Lebron James e Ray Allen di segnare le triple che portarono alla vittoria la franchigia della Florida. Nel 2014 gli Spurs annientarono i Miami Heat, che sembravano essere ancor più forti dell’anno precedente, con il risultato di 4-1.

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