Kobe Bryant, niente Europa e Italia

Pubblicato il autore: Luca Prete


Kobe Bryant
allontana definitivamente l’idea di una ultima esperienza oltreoceano prima del ritiro dalla carriera agonistica, annunciato da pochi giorni. E anche a chi gli chiedesse se fosse ancora possibile ritornare a giocare nella sua seconda patria, ossia l’Italia (ha vissuto da adolescente qui diversi anni quando il padre Joe Bryant militava nella nostra lega e parla un italiano fluente), il fuoriclasse statunitense ha risposto declinando con dispiacere l’offerta affermando che il suo fisico non gli consente più di sostenere partite e allenamenti.
Tuttavia, uno dei più forti cestisti nella storia della pallacanestro, pensa seriamente a un’ultima grande sfida da aggiungere al suo straordinario e ricco curriculum, ossia la partecipazione con il “Dream Team” ai giochi olimpici di Rio 2016. Manca ancora una ufficialità, per ora, rimane solamente un grande sogno dell’atleta che dovrà verificare quale sarà la sua condizione fisica da qui a 8 mesi.
Kobe Bryant ha altresì affermato, ripercorrendo la sua formidabile carriera, che i 5 giocatori più forti contro i quali ha giocato, tra i tanti che ha affrontato, sono Michael Jordan, Le Bron James, Hakeem Olajuwon, Kevin Durant, e Clyde Dexler. Ma forse la parte più interessante è quando ha “toccato” l’argomento “vita dopo il basket”. Il cestista si vede in una sorta di ambasciatore della NBA tra i bambini, aiutandoli e supportandoli (probabilmente attraverso associazioni), nella loro scelta di affrontare una percorso di vita sportivo riguardante questa disciplina.
Una cosa è certa: Bryant, per talento, immagine e glamour, ha rappresentato nell’ultimo decennio la pallacanestro meglio di tutti gli altri, soprattutto dopo il ritiro di Jordan. L’NBA dovrà individuare al più presto un altro atleta di tale carisma che possa essere un suo degno testimonial nel mondo.

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