NBA, top e flop della settimana: CP3 e i Clippers rinati, Brooklyn Nets inguardabili

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Settimana numero 10 in archivio nella Nba, con due conferme: Golden State Warriors e San Antonio Spurs sono le squadre più solide e i numeri ne danno conferma anche ad anno nuovo. I campioni in carica, a causa anche di qualche assenza del dominus Steph Curry, sembrano un po’ più umani dopo un autunno sbalorditivo dove anno travolto come trattori in collina tutto e tutti. Gli Spurs sono forse la squadra più lunga della Lega in tema di rotazione e in casa sono pressoché imbattibili: Duncan è intramontabile e Leonard ormai si è elevato a spirito guida dei nero argento del Texas. Insomma, i due carri armati sono a Ovest, ma dopo un decennio l’Est non è più la conference “monca” del campionato più seguito al mondo: la lotta per la post season è serratissima e l’incertezza la fa da padrona, grazie a molte squadre che stanno andando oltre ogni attesa (Indiana, Detroit, Orlando, fino alla stessa esperta Miami). L’intera Lega è segnata dalla lunga “passerella” di Kobe Bryant, con il pubblico che fa carte false in tutta l’America per assistere alle ultime prestazioni del fuoriclasse dei Lakers, fermo ora ai box per infortunio. Ma ecco i top e i flop della prima settimana di basket Nba del 2016.

TOP

Chris Paul: voto 9. Abbiamo criticato aspramente lui (foto) e i Clippers nel mese di novembre. Ora il team della città degli angeli pare risorto come la Fenice e il suo leader pure: sette vittorie in fila senza Blake Griffin. I 21 punti e 19 assist di stanotte a Portland sentenziano che CP3 è tornato, e il guanto di sfida a Steph Curry in California è lanciato. Falco.

Marco Belinelli e Danilo Gallinari: voto 8. Inizio roboante per i due azzurri: nella polveriera Sacramento la guardia ex Spurs ha iniziato l’anno oltre i 20 di media. Ai Kings servirebbe un analista permanente al seguito, ma il materiale per far bene c’è. Gallinari, al rientro dall’infortunio, ha collezionato 29, 24 e 20 punti nelle tre gare disputate nel 2016. E’ però la stella di una squadra acerba e non troppo ricca di talento: post season impossibile per i Nuggets. Pimpanti.

Jimmy Butler: voto 8. L’impresa dei 40 punti in un tempo contro Toronto va premiata: il n° 21 dei Bulls ormai è tra le prime 4-5 guardie della Lega. E soprattutto, ha ridato linfa ai Bulls dopo un dicembre in chiaroscuro. Iradiddio.

Detroit Pistons: voto 7,5. La zingarata a Boston di stanotte conferma che non sono una chimera: settimo posto a Est e record di 20-16. Drummond sta dominando in vernice, e Reggie Jackson in attacco vale un posto all’All Star. E’ rientrato anche Jennings: si giocheranno i playoff fino in fondo. Esuberanti.

FLOP

Boston Celtics: voto 5,5. La loro stagione rimane eccelsa sin qui. Ma da prima di Natale stanno soffrendo, a dimostrazione che nelle gare che finiscono al fotofinish avere una stelle che toglie le castagne dal fuoco può servire. E loro non ce l’hanno. Spuntati.

Derrick Rose: voto 5. Parliamoci chiaro: senza di lui a dirigere le operazioni, Chicago ha ripreso a fare faville. Ormai sembra lo stuntman scarso dell’uomo che nel 2011 dominò la Nba: a questo punto pare difficile pensare che potrà militare per l’intera carriera nei Bulls. Depresso.

Minnesota Timberwolves: voto 5. Da metà dicembre inanellano legnate a destra e a manca: Rubio è un play troppo “lunatico” cestisticamente per permettere una crescita piena dei due talenti Towns e Wiggins. Finiranno per l’ennesimo anno in lotteria. Sgangherati.

Brooklyn Nets: voto 3. Hanno perso anche Jarrett Jack, unico esterno pericoloso. Giocano un basket lento e monocorde e coach Hollins ha ridotto la rotazione ancora di più all’osso (a scapito di Bargnani, in primis). Inguardabili.

 

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