Basket NBA: rapporti sempre più tesi tra DeMarcus Cousins e George Karl

Pubblicato il autore: Alberto Pedrazzini Segui

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Basket NBA: immaginiamo che Marco Belinelli si stia chiedendo: “Ma dove diavolo sono finito?“. Sì perché il Beli è passato dalla migliore organizzazione di tutto il basket NBA, i San Antonio Spurs, a quella che è una vera e propria polveriera: i Sacramento Kings. Sin dal suo arrivo nella passata stagione coach George Karl ha avuto un rapporto difficile con la stella della squadra DeMarcus Cousins. Boogie è il miglior centro di tutta la National Basketball Association ma ha un carattere molto difficile. Proprio per questo motivo l’ex allenatore dei Denver Nuggets voleva cederlo in estate. Nell’ultima settimana il rapporto tra i due si è incrinato (se possibile) ancor di più. Tutto è iniziato il 10 marzo durante un timeout della gara tra i Kings e i Cleveland Cavaliers (120-111 il risultato finale a favore della squadra di Lebron James). Durante il minuto di sospensione Cousins ha iniziato a inveire contro Karl, venendo calmato solamente da Rajon Rondo e da uno degli assistant coach. Boogie era infuriato perché non si sentiva difeso da Karl nei confronti degli arbitri.

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La situazione è degenerata negli spogliatoi con il centro che ha continuato a gridare addosso al proprio allenatore per poi avere una discussione con Vlade Divac. Il risultato è stato che i Sacramento Kings hanno squalificato per una partita il proprio miglior giocatore. Dopo il K.O. casalingo di ieri contro gli Utah Jazz (108-99 il punteggio finale) Cousins ha parlato con i giornalisti della giornata di squalifica e ovviamente non le ha mandate a dire all’ex coach dei Seattle Supersonics: “Non è stata una sospensione decisa dalla franchigia, è stata decisa dal coach. Questa è la differenza“. Cousins è senza ombra di dubbio il miglior centro del basket NBA di oggi ma ha davanti a se una lunga strada per quanto riguarda la maturazione. Con la squadra della California ha un contratto in scadenza nell’estate del 2018 ma in estate la dirigenza dovrà fare una scelta: puntare su Boogie o su Karl? Difficilmente la franchigia rinuncerà a un giocatore da 27.4 punti e 11.5 rimbalzi di media a partita ma se dovesse cederlo di sicuro troverà la fila di squadre pronte ad offrire il massimo possibile pur di arrivare all’ex Kentucky.

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