NBA: stando al calendario, il record dei Bulls (72-10) dovrebbe essere al sicuro

Pubblicato il autore: Domenico Fumarola Segui
Con 17 gare ancora da giocare, i campioni in carica dei Golden State Warriors sono attesi da impegni difficili contro San Antonio, Memphis e Dallas

Con 17 gare ancora da giocare, i campioni in carica dei Golden State Warriors sono attesi da impegni difficili contro San Antonio, Memphis e Dallas


Con 17 gare ancora da giocare, i campioni in carica dei Golden State Warriors sono attesi da impegni difficili contro San Antonio, Memphis e Dallas
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I Golden State Warriors continuano a macinare record in questa stagione NBA, con Stephen Curry grandissimo protagonista di questa cavalcata vincente. I campioni in carica, ormai, sembrano giocare soltanto per superare le proprie statistiche, visto che sul parquet non paiono temere le franchigie avversarie, almeno al momento. Eppure, nonostante lo score finora parli di uno strapotere dei Warriors (59 vittorie e 6 sconfitte in 65 confronti disputati), il calendario non sembra essere dalla parte dei ragazzi di Steve Kerr nell’ultimissima fase della regular season, allontanando i Warriors da un record che resiste da un ventennio. Ci riferiamo al maggior numero di vittorie raggiunto nella stagione regolare, che appartiene ai Chicago Bulls, che nella stagione NBA 1995-96 riuscirono a vincere ben 72 gare, lasciandone soltanto 10 agli avversari, grazie alle prestazioni di Micheal Jordan, Scottie Pippen, Dennis Rodman, Toni Kukoc e Steve Kerr (proprio l’attuale allenatore di Golden State).

Per superare questa cifra, i Warriors dovranno vincere almeno 14 gare (sulle 17 rimanenti), riuscendo anche a far riposare i propri uomini migliori in vista dei play-off: non avrebbe senso, infatti, battere il record per poi arrivare spompati alla fase più importante della stagione e non raggiungere l’anello NBA. Il calendario dei Golden State ci potrà aiutare ad ipotizzare gli scenari dell’immediato futuro per la franchigia. Delle 17 sfide che mancano al termine della stagione regolare, Curry e compagni ne giocheranno ben 11 in casa e soltanto 6 in trasferta, e nelle ultime 4 i Warriors affronteranno due volte sia gli Spurs (che presumibilmente contenderanno ai “Guerrieri” l’accesso alle Finali NBA) che i Grizzlies, una volta in casa ed una in trasferta.

Andando nello specifico, per i Golden State sono subito previsti 2 impegni casalinghi consecutivi (New Orleans e New York), per poi proseguire con 3 trasferte (a Dallas, San Antonio e Minnesota: proprio a Dallas i Warriors hanno subito una delle sei sconfitte stagionali ed i San Antonio vorranno far capire ai propri avversari della Western Conference di essere pronti alla battaglia nel penultimo atto della stagione NBA). A seguire, 4 impegni casalinghi (Los Angeles Clippers, Dallas, Philadelphia e Washington), una trasferta (a Utah) ed altre 4 gare tra le mura amiche (Boston, Portland, Minnesota e San Antonio: i Blazers sono una delle franchigie che è riuscita a battere Golden State, trascinata da un Lillard in formato MVP), prima del trittico finale che prevede 2 sfide fuori casa (a Memphis ed ancora a San Antonio) e l’ultimo match casalingo contro i Grizzlies.

Tenendo presenti anche le parole dello staff di Golden State in merito al riposo da concedere a Curry, Thompson e Green in vista dei play-off e l’infortunio occorso ad Iguodala, che costringerà l’MVP delle scorse NBA Finals ai box almeno fino a fine marzo, le ultime partite dei campioni in carica non saranno così scontate come la stagione finora disputata lascia presagire. Le 3 sfide con San Antonio, le 2 contro Memphis e Dallas e gli impegni contro franchigie del calibro dei Los Angeles Clippers (quarti nella Western Conference, ma con molte possibilità di superare i Thunder ed occupare il terzo posto), Boston (terzi nella Eastern Conference, ma tallonati da Miami, Charlotte ed Atlanta, non possono permettersi di vanificare l’ottima stagione fin qui disputata scendendo nella classifica in vista dei playoff) e Portland (sesti ad Ovest, ma con il fiato sul collo di Houston e Dallas) saranno impegni sulla carta difficili per i campioni in carica, che sembrano disposti a sacrificare il raggiungimento dell’ennesimo record pur di mantenere il titolo conquistato la scorsa stagione.

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