Risultati NBA 19 marzo: Miami divora l’ex Lebron. Spurs, schiaffo a Curry (VIDEO)

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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“Saturday night fever” nella Nba: la notte scintillante del big match tra i San Antonio Spurs e i Golden State Warriors, ci ridà in pacco regalo un campionato apertissimo e ci fa assaporare uno sfizioso antipasto di una post season che si prefigura, almeno nella western conference, off-limits per i deboli di cuore. La super-sfida va ai texani (87-79), che tolgono ai campioni in carica la loro arma più mortifera. Con una gagliarda staffetta difensiva tra Parker, Mills Green e Leonard, Steph Curry viene tenuto a soli 14 punti con 4/18 al tiro (1/12 dall’arco). Warriors spuntati, con soltanto quattro uomini in doppia cifra, ingabbiati nella morsa tentacolare degli Spurs. I quali hanno un Aldridge già formato playoff (26 punti e 13 rimbalzi), e un titanico Leonard da 18+14. Insomma, ai nero argento si chiedeva di lanciare un segnale forte all’intera Lega, e la banda di coach Popovich lo ha mandato forte e chiaro: quando gli “speroni” difendono come sanno, può starci che pure l’attacco più sfavillante del terzo millennio rimanga sotto gli 80 punti. Dunque, non sarà un gitarella in campagna il percorso dei Warriors verso le Finals: la concorrenza è agguerrita. E lo è non soltanto sul fronte della compattezza degli Spurs. In canotta Oklahoma City Thunder in fatti il duo Durant-Westbrook continua a collezionare cifre da far tremare i polsi. Nella vittoria tutt’altro che agevole sul parquet degli Indiana Pacers (111-115), il primo mette a referto 33 punti, mentre il secondo “griffa” la sua 14esima tripla doppia stagionale con 14 punti, 14 assist e 11 rimbalzi (numeri degni di Magic Johnson). I Thunder hanno disinnescato un Paul George in serata di grazia (45 punti), riuscendo a piazzare le stoccate decisive nel convulso finale.

Miami, che lezione all’ex Lebron. Prestazione di puro testosterone dei Miami Heat contro il loro ex più grande, quel Lebron James (foto) alle prese con un gruppo, quello dei Cleveland Cavaliers, che scricchiola da tutte le parti. In Florida è un massacro: la non-gara finisce 122-101, coi Cavs mai in partita eccezion fatta proprio per il loro numero 23 (26 punti alla fine per lui). Gli Heat mettono insieme una grande prova corale, trascinati da Dwyane Wade (24), e mettendo a nudo tutte le falle del gioco dei vicecampioni (Smith e Love inguardabili). Vittoria pesantissima anche per i Chicago Bulls sugli Utah Jazz (92-85), tenzone tra due team alla ricerca disperata di vittorie utili per agguantare i playoff. Nonostante le assenze, i Bulls ritrovano il Rose dei tempi migliori (22) e si prendono una partita che è ossigeno puro. A Est però non mollano neppure i Detroit Pistons, vittoriosi tra le mura amiche contro i Brooklyn Nets (115-103): per i ragazzi della Motor City ben 7 uomini in doppia cifra.

Atlanta, che schiacciasassi. Continua il marzo roboante degli Atlanta Hawks, che fanno un sol boccone anche degli Houston Rockets (109-97): decisivo l’apporto della panchina, e in particolar modo di Tim Hardaway Jr (20 punti con 5 triple a bersaglio). Ai Rockets non bastano 30 punti di un redivivo e sorprendente Beasley: ai texani manca sempre qualcosa. Un po’ come ai Clippers, in flessione da una settimana a questa parte e sconfitti sul campo dei Memphis Grizzlies (113-102): Zach Randolph gioca una gara irreale da 28 punti, 11 rimbalzi e 10 assist, e per i losangelini è buio pesto. Ko a sorpresa invece per i sin qui pimpantissimi Charlotte Hornets, che cadono a domicilio contro i Denver Nuggets (93-101). Decisivi Augustin (24) e il giovane lungo Jokic ormai in doppia doppia quasi fissa. Ci si chiede se i Nuggets non avessero potuto giocarsi l’ottava piazza a Ovest con Danilo Gallinari, visto il buon momento. Infine, facile vittoria per i Washington Wizards sui New York Knicks (99-89), ma l’impressione è che il treno playoff sia già passato.

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