Michael Jordan pensionato nababbo: 110 milioni di dollari nel 2015

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

michael jordanMichael Jordan riesce a battere ogni record anche da pensionato, nessuno sportivo che ha smesso l’attività agonistica riesce infatti a guadagnare così tanto fuori dal campo di gioco, parliamo di una cifra record stimata dal magazine finanziario Forbes che ha calcolato introiti per circa 110 milioni di dollari nel 2015 grazie a collaborazioni sportive e sponsor vari.
Michael Jordan è ormai un vero e proprio marchio, e per utilizzarlo occorre pagare molto, ne sa qualcosa la Nike che per utilizzare l’immagine del campione statunitense sborsa ogni anno milioni e milioni di dollari che vanno ad arricchire il già cospicuo conto in banca dell’ex stella dell’NBA che oggi continua ancora a brillare anche se da bordo campo.
Oltre allo stipendio dai Lakers e alla sponsorizzazione Nike Michael Jordan prende 18 milioni di dollari l’anno da Gatorade, ben 14 da Hanes, 14 anche  da Upper Deck e 10,6 milioni da XEL a cui vanno aggiunti gli introiti degli Charlotte Hornets e dei suoi marchi personali. In pratica il campione a stelle e strisce è una vera e propria impresa globale che macina milioni e milioni di dollari e permette a milioni e milioni di persone di poter avere un lavoro e a diversi individui di volare alto, come faceva lui sul rettangolo della pallacanestro e come continua a fare come affarista di primo rango.
La magia di Michael Jordan è ormai non solo legata alle prestazioni sportive, ma al nome, un nome che rievoca grandi successi, una grandissima professionalità, ma anche forza d’animo e affidabilità, cosa che non ha mancato di far vedere neanche nella sua partecipazione cinematografica al film Space Jam dove in compagnia di Bugs Bunny salva il mondo dei cartoni animati da una banda di alieni senza scrupoli che osano sfidare gli eroi dei Looney Tunes e il campione di Los Angeles in un incontro di basket, in cui Michael fa vedere tutta la sua classe e la sua grande forza di volontà, quella stessa volontà che l’ha portato a diventare il giocatore di pallacanestro più grande di tutti i tempi e a non temere sfide impegnative come quella tentata nel baseball, dove pur non eccellendo ha mostrato di non temere assolutamente nulla.

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