NBA: Philadelphia 76ers, si dimette il GM Sam Hinkie

Pubblicato il autore: Alberto Pedrazzini Segui

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Parliamoci chiaro: i Philadelphia 76ers sono stati la barzelletta delle ultime stagioni NBA, ancor più dei New York Knicks e dei Los Angeles Lakers. Il record dell’attuale stagione è di 10 vittorie e 68 sconfitte, quello dell’anno scorso fu di 18 e 64, nel ’13-’14 fu di 19-63. Dopo annate di disastri è finalmente terminata l’era del GM Sam Hinkie. Colui che ha basato tutto il suo lavoro sulle statistiche (“analytics”) ha rassegnato le dimissioni con una lettera di tredici pagine pubblicata da ESPN (leggibile a questo link). Hinkie ha lasciato il posto di lavoro perché i Philadelphia 76ers volevano affiancargli Bryan Colangelo, diminuendo ancor di più il suo potere decisionale, che già aveva subito un duro colpo con l’arrivo di Jerry Colangelo. I Sixers provano così a voltare pagina dopo tre stagioni imbarazzanti e per farlo si affidano a Bryan Colangelo, executive of the yer nel 2005 e nel 2007 prima con i Phoenix Suns e poi con i Toronto Raptors ma sparito dai radar del mondo NBA dopo le dimissioni dal ruolo di presidente dei Raptors date il 26 giugno 2013.

Quale sarà la prima mossa di Colangelo? Parlando di Bryan è impossibile non pensare a Mike D’Antoni. I due furono gli artefici di quei meravigliosi Phoenix Suns di metà anni 2000 che in campo erano guidati da Steve Nash. L’ex bandiera dell’Olimpia Milano attualmente ricopre il ruolo di associated head coach (una sorta di capo allenatore dell’attacco) proprio dei Sixers e già si parla di una promozione a head coach con conseguente esonero di Brett Brown. Certo per ricreare quei Suns servirebbe un genio con la palla come lo era Nash, cosa più facile da dire che a fare.

Quale futuro per Philadelphia? La prossima stagione dovrà essere per forza di cose quella del rilancio.Dei titolari andati in campo l’altro ieri contro i New Orleans Pelicans (Covington, Grant, Brand, Canaan e Smith) si fatica a trovare un giocatore da quintetto NBA. Inoltre la franchigia dovrà risolvere la questione Okafor-Noel. Entrambi sono centri e non possono giocare assieme dal momento che la loro compresenza uccide le spaziature quindi uno dei due verrà quasi certamente ceduto (probabilmente Okafor). Inoltre bisognerà valutare Joel Embiid. La terza scelta al draft NBA 2014 è l’emblema dei Sixers delle ultime stagioni: tutti ne parlano di un giocatore estremamente talentuoso ma non ha ancora debuttato nella lega a causa di due operazioni al piede.

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