Steal of the draft, alla scoperta delle prossime star NBA

Pubblicato il autore: Samuele Saresin Segui

Si dice che i giovani siano il futuro del nostro mondo; nello sport, però, essi non rappresentano soltanto il divenire, ma anche il presente.
Se si prende in considerazione il draft, che in America rappresenta il grande passo per ogni giocatore di belle speranze, ogni tanto capita di “pescare” nel marasma generale, il giovane che migliora il gioco della sua squadra e magari si dimostra superiore al livello che gli veniva precedentemente riconosciuto, è la così detta “steal of the draft”.
È certo difficile predire il futuro di un giocatore, troppi fattori incideranno sulla sua carriera, dalla prima squadra in cui giocherà, al minutaggio che gli verrà concesso, dal carattere che lo contraddistingue, all’intelligenza che è in grado di mettere su un campo da pallacanestro.
A meno di 24 ore dalla lottery NBA, nella quale sono usciti “vincitori” i Philadelphia 76ers, seguiti a ruota da Lakers e Celtics, andiamo a scoprire quali sono quei giocatori che potrebbero dimostrare al prossimo draft di valere più di ciò che hanno dato a vedere. Mi sono basato sulle informazioni di esperti del settore, per scegliere un gruppo di cinque possibili “steal of the draft” al prossimo draft NBA.

TAUREAN PRINCE (Baylor)
Senior, 201 cm, 22/08/1994, SF

920x920
Giocatore decisamente versatile, ma che non eccelle in nessuna particolare abilità. Anche se senior è ancora molto giovane. Nell’ultimo anno è migliorato nella qualità e quantità di passaggi, ma i numeri della carriera collegiale dimostrano che fa ancora fatica a gestire il pallone (1.7 assist e 3.5 perse su 40 possessi).
In ottica futura, potrebbe ricoprire il ruolo di 3-and-D particolarmente ricercato in NBA ai giorni d’oggi. Può ritagliarsi uno spazio come “role player” o magari in un quintetto che gioca la small ball come numero quattro, ma di questo se ne potrà parlare fra un po’ di anni. Ricorda nel gioco DeMarre Carroll, ma un po’ più veloce nelle movenze. Non è un giocatore da cui aspettarsi degli 1-vs-1 da go-to-guy perché non crea molto dal palleggio e non eccelle nel trattare il pallone, ma può fare molto lavoro sporco, ha buone capacità di penetrare al ferro grazie ad un fisico già ottimo per il ruolo.
Negli ultimi anni ha aggiunto al repertorio diversi tipi di conclusioni, ciò dimostra la propensione ad essere un buon lavoratore.
In difesa può marcare entrambe le posizioni di ala ed è ottimo sul Pick and Roll perché può cambiare su tutti, grazie anche ad una apertura alare di 212 cm, la grande aggressività in difesa lo porta ogni tanto a fare troppi falli inutili.
Ha avuto alcuni problemi ai tiri liberi negli anni passati, sceso sotto il 70% nell’anno da junior, ma sembra averli risolti (77% quest’anno). Non ha un gioco estremamente verticale da super-atleta, ma compensa con le capacità di catch-and-shoot dove segna 1.31 punti nei possessi in cui prende questo tipo di conclusione.
Proiezione attuale: tra metà e fine primo giro.

NIGEL HAYES (Wisconsin)
Junior, 203 cm, 16/12/1994, PF

nigelhayesunderarmour
E’ il tipico giocatore a metà tra i due ruoli di ala; quel tipo di giocatore che in NBA tendono a snobbare perché non ha una posizione ben definita; ma ogni tanto, questi “tweener”, si dimostrano mentalmente forti e riescono a ritagliarsi uno spazio all’interno della lega. Potrebbe essere il caso di Nigel Hayes. Ricorda per caratteristiche tecniche Draymond Green, altro giocatore che ha dimostrato di valere più della sua scelta al draft e, come quest’ultimo, le fortune di Nigel dipenderanno molto dalla franchigia che lo sceglierà.
Sebbene non si sappia creare i tiri dal palleggio, può essere produttivo sugli scarichi. Sfrutta bene aggressività e fisico in difesa, dove eccelle, aiutato anche da una formidabile apertura alare di 222 cm! Con la sua stazza assorbe bene i contatti in attacco, mentre in difesa il corpo lo aiuta ad essere un buon difensore anche sul perimetro. Unico punto debole nella sua metà campo è l‘altezza, che permette ai lunghi avversari di sfruttare il mismatch e tirare sopra la sua testa. Talvolta è un po’ prevedibile, tende ad usare prevalentemente la mano destra e non si trova a suo agio nell’usare anche l’altra.
Pecca di esplosività, infatti non è un grande rimbalzista per il ruolo, ma con le lunghe braccia va forte a rimbalzo in attacco, ciò gli permette di segnare circa 1.30 punti nei possessi in cui recupera il pallone con una carambola offensiva. La grande mobilità di piedi non lo aiuta solo in difesa sul perimetro, ma anche ad avere un primo passo con la palla in mano degno di nota e delle migliori ali moderne.
Potrebbe dimostrarsi un collante utile a una qualsiasi squadra a cui manca un tassello per far quadrare un già buon roster, e lo dimostra con delle buone capacità di passaggio ed un’ottima visione di gioco, che non fanno altro che stimolare i paragoni con l’ala degli Worriors.
Proiezione attuale: Può finire ovunque nel secondo giro.

DEANDRE BEMBRY (Saint Joseph’s)
Junior, 198 cm, 04/07/1994, SF

NEW YORK, NY - MARCH 16: DeAndre Bembry #43 of the Saint Joseph's Hawks handles the ball against the Virginia Commonwealth Rams during the Championship game of the 2014 Atlantic 10 Men's Basketball Tournament at Barclays Center on March 16, 2014 in the Brooklyn borough of New York City. (Photo by Mike Lawrie/Getty Images)
Nella squadra del nostro connazionale, Pierfrancesco Oliva, c’è un giocatore che sta facendo davvero molto bene e che si è caricato la squadra sulle spalle alla fine di questa stagione regolare, riuscendo a vincere il torneo di conference dell’Atlantic 10 e a portare la sua squadra alla March Madness, si tratta di DeAndre Bembry.
Come mai, un giocatore così fondamentale, in un’ottima squadra di NCAA, non ha maggiore visione nelle prospettive del prossimo draft? La poca fiducia che alcuni scout gli danno è dovuta alla mancanza di un tiro affidabile, soprattutto dall’arco e al tiro libero. E’ limitato nella creatività dal palleggio, la selezione dei tiri non è delle migliori e fa fatica contro le difese più “toste”.
Per un giocatore che nell’NBA potrebbe ritagliarsi uno spazio come swingman e dividere quindi i suoi minuti nelle posizioni di ala piccola e guardia, il tiro è un fondamentale essenziale; potrebbe però, come altri prima di lui, migliorare andando in NBA e diventare un buon tiratore sugli scarichi.
Ciò che, invece, fa la fortuna di DeAndre, è la capacità di riempire il tabellino in tutte le statistiche, con numeri eccellenti. Segna più di 17 punti, quasi 8 rimbalzi e quasi 5 assist di media a partita; numeri che hanno pochi altri nel torneo universitario. Non a caso, anche con delle palesi difficoltà al tiro, è un giocatore versatile, che sa concludere in diversi modi ed è un ottimo atleta. Il 13% delle sue conclusioni arriva da una situazione di pick and roll, con cui, grazie a repentini cambi di velocità, segna molti punti.
Vale la pena di spendere due parole sul suo atletismo; sa finire al ferro con schiacciate spettacolari e lay-up, ma soprattutto la grande elevazione gli permette di catturare molti rimbalzi anche in attacco. Ha una visione di gioco eccellente (è nella top 5 tra le ali per percentuale di assist) e dalle sue penetrazioni riesce spesso a trovare i tiratori negli angoli per uno scarico, tuttavia perde qualche pallone di troppo. In difesa ha un potenziale sopra la media, grazie anche al fisico (quasi una stoppata a partita), ma non è ancora disciplinato e tende a perdersi nell’azione.
Proiezione attuale: metà del secondo giro.

PASCAL SIAKAM (New Mexico State)
Sophomore, 206 cm, 04/02/1994, PF

120215-CBK-New-Mexico-State-Aggies-forward-Pascal-Siakam-MM-PI.vresize.1200.675.high.74
Camerunense di nazionalità, Pascal è un giocatore che, a differenza dei precedenti, il ruolo c’è l’ha ben definito. Ala grande pura, che fa del fisico e dell’atletismo la sua grande arma, sia in difesa che in attacco.
Sebbene rispetto all’anno da freshman, i suoi minuti siano aumentati di poco (da 31 a 35), le statistiche, invece, sono aumentate in tutte le specialità, soprattutto nella produzione offensiva (da 13 a oltre i 20 punti a partita).
E’ un rimbalzista da 12 catturati ad allacciata di scarpe, di cui 4 offensivi; l’etica del lavoro lo rendono, inoltre, un giocatore allenabile. Non è l’ala grande moderna in grado di aprire il campo, il tiro dalla media è discontinuo ed ancor più raro che tiri dall’arco. In attacco, però, corre velocemente da una parte all’altra del campo ed è efficiente in situazioni dinamiche di gioco.
Il repertorio offensivo è limitato, ma compensa con un buon lavoro di piedi che lo rendono coordinato al di là del fisico che si porta dietro. In post basso sa crearsi delle conclusioni produttive quando riesce a girarsi e fronteggiare l’uomo, fa più difficoltà in gancio. Ai liberi tira con il 68.6% in stagione, in alcune partite però lo si è visto anche segnarne con percentuali migliori, che fanno pensare ad un possibile miglioramento.
In difesa, grazie all’ottima mobilità di piedi recupera velocemente sull’uomo, senza commettere falli inutili. Le lunghe braccia gli permettono di rubare numerosi palloni e soprattutto di fare più di due stoppate a partita, dà infatti il meglio di se nel pitturato, mentre sul perimetro e nel pick and roll ha diverse lacune.
Proiezione attuale: metà del secondo giro.

TYLER ULIS (Kentucky)
Sophomore, 172 cm, 05/01/1996, PG

ulis
Difficile non conoscere, per gli appassionati di NCAA, il piccolo grande uomo da Kentucky. Assoluto giocatore di culto, che a dimostrato quest’anno che l’altezza non è tutto, portandosi a casa il titolo di miglior giocatore della Southeastern Conference, ha trascinato i suoi al titolo sempre della SEC.
Le proiezioni lo danno a fine primo giro, ma non mi meraviglierei di vedere qualche squadra che sceglie prima, scommettere su questo ragazzo. Come al solito in questi casi, i dubbi più grossi riguardano il suo fisico, piuttosto magro, e l’altezza, che lo porterebbe a fare fatica soprattutto in difesa sulle guardie più fisiche in NBA.
Se qualcuno, però, sta pensando ad Isaiah Thomas, non sbaglia. Il ragazzo “classe ’96”, speriamo tutti possa fare la stessa fine del piccolo playmaker dei Celtics, che ha sorpreso tutti passando da una sessantesima scelta ad essere uno All-Star quest’anno.
Tyler è un giocatore molto veloce, in grado di lasciar indietro il difensore concludendo al ferro. In campo impone la sua leadership, coordinando l’azione e nel pick and roll è molto efficace, soprattutto come passatore (7.2 assist a partita). Le abilità nel passaggio sono gran parte del suo bagaglio offensivo, oltre ad una spiccata visione di gioco e ad un alto QI cestistico.
Ogni tanto fa ancora alcuni errori banali, dovuti probabilmente alla giovane età. Ha già un range di tiro NBA dall’arco e il rilascio è fluido. Come in attacco, anche in difesa, la velocità è il suo punto di forza che lo contraddistingue, ruba molti palloni e scivola bene con il difensore a cui mette tanta pressione, compensando in parte la statura. Nella sua metà campo, le difficoltà sono dovute alla taglia del piccolo playmaker, che non gli permette di contestare molti tiri dei pari ruolo e soprattutto di battagliare sotto le plance a rimbalzo.
Proiezione attuale: fine primo giro.

  •   
  •  
  •  
  •