Finali NBA 2016: la presentazione di Warriors-Cavaliers

Pubblicato il autore: Alberto Pedrazzini Segui

finali NBA

Ci siamo, è giunto il momento più atteso dell’anno per gli appassionati di basket: le finali NBA 2016 sono arrivate. Prima dell’inizio della stagione in tanti si aspettavano Golden State Warriors-Cleveland Cavaliers come serie finale e il pronostico è stato rispettato. Dunque assisteremo alla rivincita delle finali NBA 2015. L’anno scorso i Golden State Warriors vinsero per 4 a 2 ma i Cavs non poterono contare su Kevin Love per tutti i playoff mentre Kyrie Irving si fratturò la rotula in gara 1. Ma in questa serie ci saranno entrambi e sopratutto ci sarà un Lebron James in cerca di vendetta. LBJ sembra essersi trattenuto in questa stagione ed è pronto a dare il massimo contro Stephen Curry e compagni. I campioni NBA in carica sono i favoriti sopratutto dopo l’andamento delle finali della Western Conference. Sotto 3 a 1 contro gli Oklahoma City Thunder, i ragazzi allenati da Steve Kerr sono riusciti a portarsi a casa tre partite consecutive e vincere il titolo della Western Conference. Golden State dopo aver vinto gara 5 in casa è riuscita nell’impresa di vincere gara 6 in trasferta sopratutto grazie a un Klay Thompson strepitoso con 41 punti realizzati e 11 triple messe a segno. Poi in gara 7 a dominare il match è stato Stephen Curry, che nell’ 88-96 finale ha messo a segno 36 punti. Golden State era con alle spalle al muro ma ha saputo reagire e rimontare, quindi l’entusiasmo sarà alle stelle. Dall’altra parte del tabellone il percorso in finale dei Cleveland Cavaliers è stato certamente più agevole e meno carico di tensione. Contro i Toronto Raptors e con il punteggio sul 2 a 2, la squadra allenata da Tyronne Lue ha prima dominato gara 5 (78-116) e poi si è ripetuta in gara 6 in Canada vincendo 113-87. Cleveland ha speso certamente meno energie nervose rispetto a Golden State ma quest’ultima ha molto entusiasmo dopo la vittoria per 4-3 contro una potenza come OKC.

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Finali NBA 2016: i temi tattici

Nelle finali NBA dell’anno scorso l’intuizione di Steve Kerr di far partire in quintetto Draymond Green come centro e Andre Iguodala da ala forte con Andrew Bogut seduto in panchina fu la mossa che fece vincere i Warriors. Ma nella passata stagione David Blatt partiva con Timofey Mozgov come centro titolare e con Tristan Thompson da “4” a causa della già citata assenza di Kevin Love. I Cavaliers del 2016 sono molto differenti dal momento che Thompson è il pivot mentre l’ex Minnesota Timberwolves è abile e arruolato. Quest’ultimo sarà uno dei punti chiave della serie. Anzitutto dovrà essere un fattore a rimbalzo e in difesa e inoltre dovrà aprire il campo con il suo tiro da tre punti per consentire le penetrazioni di James e Irving. È probabile che Steve Kerr possa ricorrere a Green da contro ma è altrettanto probabile che questa scelta non sarà devastante come successe nelle finali NBA 2015. Per Golden State, dato per assodato che Curry e Thompson giocheranno ai propri livelli, la chiave sarà proprio Draymond Green. Nella finale di Conference contro i Thunder è stato spesso nervoso ed è andato più volte fuori giri prima di ritrovarsi nella parte finale della serie contro OKC. Sarà questo il Green di cui Golden State avrà bisogno per riconfermarsi campione.

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