All Star Game NBA 2017: legge anti LGBT, Charlotte non sarà la sede

Pubblicato il autore: Alberto Pedrazzini Segui

All Star Game NBA 2017

La National Basketball Association ha ufficializzato che l‘All Star Game NBA 2017 non si terrà a Charlotte. Il motivo è la legge anti LGBT approvata nello stato del North Carolina che discrimina i gay e i  transgender, imponendo loro di utilizzare i bagni pubblici in base al sesso che è iscritto sul certificato di nascita. La NBA è da sempre molto attenta alle questioni sociali e, giustamente, ha preso un provvedimento nei confronti di questa legge decidendo di togliere l’All Star Game NBA 2017 da Charlotte, la città più grande dello stato del North Carolina. Per far capire quanto la lega sia attenta a questi temi, a giugno il commissioner Adam Silver e altri impiegati della NBA parteciparono alla New York City’s Gay Pride Parade. La legge anti LGBT ha portato diverse aziende e artisti a prendere provvedimenti contro lo stato. Per esempio, Bruce Springsteen ha annullato il concerto a Greensboro in North Carolina: “Intendo manifestare contro coloro che continuano a volerci riportare indietro. Alcune cose sono più importanti di queste“.

All Star Game NBA 2017: le reazioni dei giocatori

Al momento l’All Star Game NBA 2017 è senza una sede. Voci di corridoio parlano di New Orleans come nuova casa dell’evento. Questo il commento di Steph Curry, nativo di Charlotte: “È deludente che la città dove sono nato non possa ospitare l’All Star Game come pianificato“. Kevin Durant:Riconosco che questa è stata una decisione difficile per la NBA ma rispetto la scelta. La discriminazione non può essere permessa“. Chris Paul è nato in North Carolina: “È dura, quella è casa mia, ci vive la mia famiglia. Ma alcune cose devono essere fatte. Spero che le cose possano cambiare e ci si possa tornare a giocare questa partita. I tifosi lo meritano. Ero esaltato dall’idea di giocare lì ma alcune cose sono più grandi di una partita”.

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