Il sorprendente mercato Free Agent NBA 2016

Pubblicato il autore: anto nino tarquini Segui

Da sempre il mercato è uno dei periodi che solletica maggiormente la curiosità e l’interesse di tifosi e appassionati dei vari sport. L’NBA non fa eccezione.

Il periodo compreso tra il 1 e il 10 Luglio è solitamente quello in cui è possibile firmare i Free Agent (giocatori senza contratto) e non sempre ci sono spostamenti tali da cambiare in maniera decisiva prospettive o forze in campo. Il mercato Free Agent NBA 2016, invece, è stato davvero scoppiettante, con decisioni clamorose o che forse segneranno un’epoca (o quasi).

La più importante, e non poteva essere altrimenti, riguarda #TheKDecision, cioè la scelta fatta da Kevin Durant di non rinnovare con gli Oklahoma City Thunder e accettare la corte dei Golden State Warriors, squadra campione NBA 2015, finalista NBA 2016 e che, proprio nell’ultimo anno, ha stabilito il record di vittorie in una stagione regolare (73-9) sottraendolo ai Bulls di Jordan, Pippen, Kukoc, Rodman (più Kerr, all’epoca giocatore e ora allenatore dei GSW).

I Chicago Bulls del 1996: si è visto di peggio in giro

I Chicago Bulls del 1996: si è visto di peggio in giro

 

Potrebbe (e dovrebbe) rimanere un caso isolato, dovuto a tanti fattori congiunti e diversamente ripetibili (l’aumento generale del Salary Cup, i contratti straordinariamente bassi del 2 volte MVP Steph Curry e Draymond Green) ma finora non era mai successo che un giocatore così forte lasciasse una squadra molto forte per andare in una ancora più forte. Neanche The Decision, quella di Lebron James per capirci, è simile: nel 2010 James andò a Miami da Cleveland, raggiungendo Bosh (che arrivava da Toronto) e Wade ma gli Heat, per permetterseli, avevano dovuto smembrare il roster, sperare in qualche veterano che, spinto dalla voglia di anello, accettasse il minimo salariale pur di vincere, e creare dal nulla un’identità di squadra; i Warriors invece hanno sostanzialmente sostituito Bogut e Barnes con Durant (e Pachulia o West, due veterani dello stile di cui sopra), è una squadra con un sistema già rodato e  già vincente.

I Warriors hanno eliminato proprio i Thunder in finale di Conference con un 4-3 dopo esser stati sotto 3-1

I Warriors hanno eliminato proprio i Thunder in finale di Conference con un 4-3 dopo esser stati sotto 3-1

Un quintetto sulla carta illegale, in quanto KD è di certo uno dei fenomeni della lega che, peraltro, sembra (il condizionale in questi casi è d’obbligo) avere le caratteristiche ideali per integrarsi perfettamente nel sistema Warriors: date le premesse la squadra di San Francisco diventa, oltre che la strafavorita (e probabilmente lo sarebbe stata anche senza Durant), anche la più odiata (la caduta dei giganti provoca sempre grande rumore e grandissima goduria agli avversari). Qualcuno fa già delle ipotesi su come potrebbe essere.

Secondaria rispetto alla KDecision ma certamente non di poco conto è stata anche la scelta di Dwyane Wade di lasciare gli Heat dopo 13 stagione (e tre titoli vinti, di cui uno da MVP Finals) per tornare nella sua città natale, Chicago. Un addio inimmaginabile all’inizio del mercato e divenuto assai meno improbabile giorno dopo giorno, dato che Pat Riley, presidente dei Miami Heat, offriva un rinnovo di contratto a cifre ben più contenute rispetto a quanto richiesto dall’uomo franchigia; questo ha spinto altre squadre a formulare offerte migliori.

Qui in azione contro Butler, suo prossimo compagno di squdra

Qui in azione contro Butler, suo prossimo compagno di squadra

Ai Bulls troverà il numero 21 e Rondo, in una squadra probabilmente velleitaria ma che potrebbe divertire e incuriosire. Agli Heat non rimane che capire le condizioni dell’unica stella rimasta, Bosh (fuori da Febbraio a causa di problemi di coaguli nel sangue e senza una data certa di ritorno ad oggi) e provare a rifondare. Anche i Thunder sono in una situazione scomoda, forse anche di più dei Miami in quanto, a differenza loro, fino a qualche giorno fa erano una potenziale Contender e ora sono sostanzialmente a un bivio.

Senza la loro prima stella, potranno comunque contare su Russell Westbrook che però è all’ultimo anno di contratto; questo potrebbe portare a una situazione alla Durant l’estate prossima. Cosa fare? Rischiare di perderlo a zero l’anno prossimo oppure scambiarlo per ottenere degli asset futuribili? La scelta non sarà facile per la dirigenza di OKC, sebbene affascinante.

Cosa farà Westbrook?

Cosa farà Westbrook?

Non resta che aspettare e vedere come si svilupperà quella che, dalle premesse, sembra una stagione che aprirà nuovi e incisivi scenari. E qualche settimana fa non sembrava assolutamente potesse svilupparsi in questo modo.

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