NBA 2016-2017: come cambiano gli Utah Jazz

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Nba 2016-2017: dopo dieci giorni a dir poco scoppiettanti, la free agency procede ora a ritmi un po’ più blandi. I pezzi da novanta sulle bancarelle del mercato sono stati presi e si cominciano a delineare i roster che ad ottobre daranno il là alla nuova stagione. Tra le squadre che si sono mosse meglio, senza troppi squilli di tromba, ci sono senza dubbio gli Utah Jazz. Beffata ad aprile al fotofinish dagli Houston Rockets nella corsa all’ottava piazza dei playoff della Western conference, la compagine della terra dei mormoni  ha aggiunto esperienza e profondità ad un gruppo già buono e affiatato: ad oggi la post season sembra un obbiettivo tutt’altro che peregrino in riva al lago salato. Sbolognato a Washington il separato in casa Trey Burke, da Indiana per la regia è arrivato George Hill, trentenne di grande affidabilità fortemente voluto da coach Quin Snyder, in attesa della definitiva esplosione del talentino australiano Dante Exum (ancora lontano dai fasti che molti osservatori Nba prefigurarono per lui due anni fa). Oltre a Hill, senza svenarsi troppo i Jazz hanno infilato nel motore Joe Johnson, 35enne al suo ultimo contratto pesante della carriera (sgraffignerà 22 milioni in un biennio ai piedi delle montagne rocciose), e anche il francese Boris Diaw, praticamente offerto in pacco dono dai San Antonio Spurs bisognosi di spazio salariale per poter “griffare” Pau Gasol.

Due aggiunte cruciali che potranno dare un contributo decisivo (probabilmente partendo dalla panchina) a un sistema di gioco che ha sempre in Gordon Hayward il suo faro (con 16 milioni e spiccioli l’ala ex Butler sarà anche il più pagato a Salt Lake City nel 2016-2017), e nella coppia Favors-Gobert una linea gotica niente male in vernice visti i tempi che corrono (e pure i giovane, visto che hanno 50 anni in due). Nel ruolo di guardia, per lo starting five il ballottaggio sarà tra il frizzantino Rodney Hood e (infortuni permettendo) il pur sempre valido Alec Burks. Come detto sopra però, coach Snyder potrà contare su una panchina più lunga e con maggiori soluzioni: dopo anni di aurea mediocritas, tra i ghiacci dello Utah la quarantena potrebbe finire l’anno venturo.

UTAH JAZZ, PROBABILE STARTING FIVE 2016-2017: George Hill, Rodney Hood, Gordon Hayward, Derrick Favors, Rudy Gobert.

PANCHINA: Dante Exum, Alec Burks, Joe Johnson, Boris Diaw, Tibor Pleiss, Raul Neto, Trey Lyles, Joe Ingles.

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