NBA: Come cambiano i San Antonio Spurs 2016-2017

Pubblicato il autore: Mirko Pellecchia Segui

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Prima o poi questo momento doveva arrivare e,prutroppo, è arrivato.
Tim Duncan dice addio,nel suo semplice e consueto modo, alla pallacanestro.
Dopo 19 anni fatti di successi, titoli, MVP e ALl-Star, 19 anni che hanno portato gli Spurs alla ribalata e stabilmente sulla cartina del basket che conta, i texani si preparano ad operare numerosi cambiamenti come raramente accaduto.

La squadra da ora in poi è totalmente nelle mani (enormi) di Kawhi Leonard dopo il passaggio di testimone cominciato nelle Finali del 2014 (MVP) e concretizzatosi del tutto nella scorsa stagione dove è stato il perno dell’attacco nero-argento.

Ovviamente,volendo fare una disamina su quel che sarà degli ‘speroni’,non si può che partire dalla situazione presente sotto le plance essendoci state numerose perdite in quegli spot.
Oltre a ‘Big Fundamental’, all’ombra dell’Alamo hanno dovuto dire addio anche a Boris Diaw (direzione Utah Jazz), a David West (Golden State Warriors) e a Boban Marjanovic (Detroit Pistons).
A sostituire Duncan ci penserà Pau Gasol (biennale da 30 milioni) ma tuttavia il vuoto lasciato,per ora, sotto canestro resta abbastanza grande.
Esso troverà ovviamente al suo fianco LaMarcus Aldridge, grande colpo della Free Agency dello scorso anno. L’ex Portland, che porta via da solo il 21% del cap, andrà a comporre con il campione NBA 2009-2010 una delle coppie più atipiche e,se vogliamo,moderne della pallacanestro. Entrami dotati di tiro con range ampissimo,non sono alla continua ricerca del post basso se non per chiudere in fade away (il primo) o in gancio (il secondo).
Per queste ragioni non è difficile ipotizzare che Buford e Popovich siano alla ricerca di un ‘5’ puro che vada ad occupare l’area e il vuoto lasciato dal #21 in mezzo al pitturato.
La perdita più importante sembra essere,senza dubbio, quella di Boris Diaw che,seppur reduce da una stagione sottotono,è sempre stato un perno del gioco dei texani negli ultimi anni ma tuttavia era necessario cederlo per trovare spazio salariale in modo da poter firmare lo spagnolo ex Bulls.
Se da un lato era necessario cedere ‘Bobo’, di certo non era attesa la firma di West con i campioni NBA del 2014.
L’ex Pacers arrivato al minimo salariale lo scorso anno in caccia del titolo, ha firmato per la franchigia della Baia lo stesso tipo di contratto e con le medesime motivazioni.
Ma la sorpresa princiaple in casa Spurs è stata la partenza di Boban Marjanovic. Il nuovo “idolo” dei tifosi di San Antonio era restricted free agent alla fine della stagione e gli Spurs hanno dovuto lasciarlo partire dopo il triennale offerto dai Pistons da 21 milioni di dollari. Anche in questo caso non potevano agire in modo diverso essendo il contratto messo sul piatto dalla ‘Motor City’ non proprio dei più leggeri.

Ultimo ma non per importanza Matt Bonner, free agent al termine della regular season. Su di lui non si è detto praticamente nulla ma non è difficile pensare un ritorno al minimo salariale.

Tuttavia,oltre a Gasol, R.C. Buford ha cominciato a mettere qualche altro tassello in vista della prossima stagione tant’è che è stato firmato, per 3 milioni annui, Dewayne Dedmon reduce da un biennio altalenante agli Orlando Magic.

Se sotto canestro ci sono stati (e dovranno per forza di cose ancora esserci) cambiamenti abbastanza radicali,non si può dire lo stesso per il resto del team.
Via Miller e McCallum, la coppia di play sarà ancora Parker-Mills con quest’ultimo che ha visstuo un 2016 in crescendo dopo alcuni problemi fisici che si trascinava dalla stagione 2015. A questi si aggiunge,nemmeno troppo a sorpresa consocendo l’ambiente, Ryan Arcidiacono. Non scelto al Draft, la dirigenza nero argento non ha impiegato molto ad offrirgli un posto in squadra. Anche per lui accordo al minimo (500.000)
Per il momento di fianco a Danny Green (quarto a libro paga con i suoi 10 milioni netti), con Rasual Butler arrivato in scadenza, troviamo confermato Jonathan Simmons. Giocatore molto fisico e agile, ha impressionato per la sua abnegazione e per l’essere al quanto propenso alla difesa nei pochi minuti conessi da coach Popovich. Per lui contratto al minimo salariale (874.366).
Seppur senza Duncan, Manu Ginobili ha deciso di calcare i parquet americani per ancora un altro anno. In ripresa fisicamente dopo gli ultimi anni pieni difficoltà,tenterà di mettersi al dito il quinto anello dopo le Olimpiadi di Rio per poter cocnludere al meglio un’altra carriera leggendaria.

Kawhi Leonard,secodo contratto più pesante nel Salary Cup dopo quello di Aldridge, trova la compagnia di Kyle Anderson il quale,entrando nel suo utlimo anno di contratto da rookie,vede il suo stipendio superare di poco il milione.

Al momento lo spazio disponibile ancora è di circa 14 milioni.
Se parte di questi,come sopra detto, saranno destinati ad un cinque, probabilmente si andrà a cercare anche una guardia di riserva.
La possibilità di movimento attualmente non è enorme ma stiamo pur sempre parlando degli Spurs.
Intanto il percorso di ringiovanimento della franchigia sembra essere entrato nel vivo e procedere più veloce che mai…

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