NBA: Wade, Paul, Anthony e James contro la violenza

Pubblicato il autore: Mirko Pellecchia Segui

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Nella notte si sono tenuti a Los Angeles gli ESPYS, cerimonia nella quale vengono premiati i migliori sportivi dell’anno.
In apertura però sono saliti sul palco, insieme, LeBron James,Dwayne Wade, Carmelo Anthony e Chris Paul.
I quattro hanno,dopo aver preso la parola, hanno tenuto un discorso inerente agli ultimi episodi di razzismo di Dallas,Orlando a Baton Rouge.

Il primo a parlare è stato Carmelo Anthony: ” Il sistema non funziona,i problemi non sono nuobi,la violenza non è nuova e le divisioni razziali non sono per nulla nuove ma ‘urgenza di un cambio è senza dubbio ai massimi storici“.



Poi è il turno di Chris Paul: “ Negli anni passati leggende come Jesse Owens,Jackie Robinson, Muhammad Ali, John Carlons e Tommie Smith, Kareem Abdul-Jabbar, Jim Brown,  Billie Jean King, Arthur Ashe e tantisismi altri hanno creato un modello di comportamento che gli atleti devono seguire”.

Dopo CP3,il microfono passa nelle mani di Dwayne Wade:” Bisogna fermare la discriminazione razziale. Bisogna fermare la mentalità che porta a sparare per uccidere. Bisgona fermare l’incapacità di comprendere il valore delle persone di colore. Ma anche le ritorsioni devono fermarsi. La violenza senza fine in posti come Chicago,Dallas,per non menozionare Orlando, deve cessare. Basta. Il troppo è troppo”.

Infine tocca a LeBron James:” Questa notte celebriamo Muhammad Ali, il più grande di tutti i tempi. Ma per rendere giustizia alla sua eredità, dobbiamo sfruttare questi momenti per chiamare all’attenzione tutti gli atleti professioniosti per educare noi stessi, affrontare questi tempi, parlarne, utilizzare la nostra influenza e rinunciare in tutto e per tutto alla violenza e,cosa più importante, tornare nelle nostre comunità, spendere il nostro tempo, le nostre risorse per ricostruirle, renderle più forti e cambiarle. Dobbiamo fare tutti di più”.

Non c’è nulla da aggiungere se non che questo è lo sport nella sua funzione più pura.

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