Wade ai Chicago Bulls: la firma è ufficiale

Pubblicato il autore: Alberto Pedrazzini Segui

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Incredibile ma vero: il matrimonio tra Dwyane Wade e i Chicago Bulls è ufficiale. Dopo 13 stagioni ai Miami Heat il 34enne cambia squadra e firma con l’ex squadra di Michael Jordan. Le crepe tra la guardia e la franchigia della Florida erano iniziate nella passata stagione visto che Miami riuscì a convincere il giocatore (con molti malumori) a firmare un annuale da 20 milioni di dollari anziché un pluriennale. Dopo una stagione da protagonista (19 punti di media saliti a 21,4 nei playoff) e la dimostrazione di aver superato i problemi fisici, Flash si aspettava una maggior riconoscenza da parte di Pat Riley e non un’offerta di un annuale da 10 milioni (poi salita a un biennale da 40 milioni). Wade ha così iniziato a guardarsi intorno alla ricerca di un triennale completamente garantito o di un biennale da 25 milioni di dollari a stagione. Il tre volte campione NBA ha avuto incontri con i Milwaukee Bucks e i Denver Nuggets, ma entrambe le squadre non hanno mai avuto una reale possibilità di portarsi a casa il 34enne. La dirigenza dei Chicago Bulls non è riuscita a incontrarsi con Wade a causa di problemi con il volo verso New York, sede delle riunioni con Dwyane, ma si è sempre tenuta in contatto con l’entourage dell’All Star. L’ultima mossa è stata quella dei Miami Heat con il proprietario Micky Arison che è sceso in campo incontrando personalmente Wade a NY senza però rilanciare. La guardia ha così capito che i suoi giorni a South Beach erano terminati e ha scelto di firmare con i Chicago Bulls un biennale da 47,5 milioni di dollari con l’opzione di uscire dal contratto al termine del primo anno.

Wade ai Chicago Bulls: i perché della scelta

I motivi dietro alla scelta di Dwyane Wade sono diversi. Il primo è quello del ritorno a casa visto che l’MVP delle Finali 2006 è nativo proprio di Chicago e non c’è niente di meglio che giocare nella squadra della propria città come insegnano Lebron James e Carmelo Anthony. Un altro motivo che sta dietro alla decisione di Flash è la competitività dei Bulls. Wade non ha mai nascosto il fatto di voler vincere un altro anello e né con i Milwaukee Bucks né con i Denver Nuggets ne avrebbe avuta la possibilità. I Bulls non saranno i favoriti per la vittoria del titolo (ma nessuna franchigia che non si chiami Golden State Warriors lo è) ma un trio di esterni Rondo-Wade-Butler fa piuttosto paura anche se bisognerà verificare la compatibilità dell’ex playmaker dei Celtics con i due nuovi compagni di squadra. L’ultima motivazione dietro alla scelta del giocatore sta nel fatto che si sia sentito mancare di rispetto dagli Heat. Dwyane ha giocato 13 anni a Miami, ha trascinato la franchigia al titolo nel 2006, ha accettato un taglio di stipendio nel fior fiore dei suoi anni pur di permettere la doppia firma di Lebon James e Chris Bosh, e dopo una stagione da protagonista si è visto mettere sul piatto un annuale da 10 milioni di dollari. Wade è un uomo molto orgoglioso e si è sentito tradito. Per questo motivo ha scelto di andarsene e di tornare a casa.

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