Speciale NBA 2017: prime scelte al draft quasi mai decisive. Solo 1 volta su 7 ti cambia la stagione

Pubblicato il autore: Fabrizio Moretto Segui

ClrIZSMWQAAKqB9-1Poco più di dieci giorni e prenderà il via la nuova stagione di Nba. Crescono l’attesa e la voglia di scoprire quali saranno i protagonisti del nuovo campionato statunitense. Riusciranno Lebron James e i Cleveland Cavaliers a difendere l’anello? Oppure trionferà il dream team allestito dai Golden State Warriors? Chi sarà l’MVP? Tante domande a cui non vediamo l’ora di dare una risposta. Quello che accomuna tutte le stagioni è il desiderio di vedere all’opera le nuove leve, e in particolare la prima scelta del Draft, che quest’anno porta il nome di Ben Simmons.
Questo nuovo speciale di SuperNews si è occupato proprio di loro, andando ad analizzare quanto effettivamente i ragazzi provenienti dai college contribuiscano a migliorare la percentuale di vittorie delle squadre che li hanno scelti e chi tra loro riesca addirittura a regalare un anello alla franchigia. Dallo studio effettuato è emerso che le prime scelte del Draft Nba, a parte poche eccezioni, incidono molto poco sui risultati delle franchigie. Solo 55 dei 69 cestisti selezionati come prima scelta dal 1947 al 2015 hanno contribuito a migliorare la percentuale di vittoria delle loro squadre, ma solo 11 di questi hanno influenzato prepotentemente il loro rendimento, facendo salire di almeno il 20% la percentuale di successo. Abbiamo considerato questa percentuale minima perché la prima scelta del Draft spetta solitamente alla squadra arrivata ultima l’anno precedente, e quindi migliorare di poco un dato modesto è considerato quasi d’obbligo.

Prime scelte Nba che hanno contribuito ad alzare la percentuale di vittorie fino al 20%

Prima scelta Draft NBASquadra% di vittorie prima% di vittorie dopoDifferenza di %AnnoAnelli vinti carriera
Andy TonkovichProvidence Steamrollers12.525.012.51948
Frank SelvyMilwaukee Bucks29.236.16.91954
Dick RickettsMilwaukee Hawks36.145.89.71955
Elgin BaylorMinneapolis Lakers26.445.819.41958
Bob BoozerCincinnati Royals25.341.816.51959
Oscar RobertsonCincinnati Royals25.341.816.519601
Bill McGillChicago Zephrys22.531.38.81962
Art HeymanNew York Knicks26.327.51.21963
Jim BarnesNew York Knicks27.538.811.319641
Cazzie RussellNew York Knicks37.544.46.919661
Jimmy WalkerDetroit Pistons37.048.811.81967
Bob LanierDetroit Pistons37.854.917.11970
Austin CarrCleveland Cavaliers18.328.09.71971
LaRue MartinPortland Trail Blazers22.025.63.61972
Doug CollinsPhiladelpia 76ers11.030.519.51973
Bill WaltonPortland Trail Blazers32.946.313.419742
David ThompsonAtlanta Hawks77.471.46.01975
John LucasHouston Rockets48.859.811.01976
Kent BensonMilwaukee Bucks36.653.717.11977
Joe Barry CarrollGolden State Warriors29.347.618.31980
Mark AguirreDallas Mavericks18.334.115.819812
James WorthyLos Angeles Lakers69.570.71.219823
Ralph SampsonHouston Rockets17.135.418.31983
Brad DaughertyCleveland Cavaliers35.437.82.41986
Danny ManningLos Angeles Clippers20.725.64.91988
Derrick ColemanNew Jersey Nets20.731.711.71990
Larry JohnsonCharlotte Hornets31.737.86.11991
Shaquille O’NealOrlando Magic46.350.03.719924
Chris WebberOrlando Magic*41.561.019.51993
Glenn RobinsonMilwaukee Bucks24.441.517.119941
Joe SmithGolden State Warriors31.743.912.21995
Allen IversonPhiladelphia 76ers22.026.84.81996
Yao MingHouston Rockets34.152.418.32002
Dwight HowardOrlando Magic25.643.918.32004
Andrew BogutMilwaukee Bucks36.648.812.220051
Greg OdenPortland Trail Blazers50.065.915.92007
Derrick RoseChicago Bulls40.250.09.82008
Blake GriffinLos Angeles Clippers35.439.03.62009
Kyrie IrvingCleveland Cavaliers23.231.88.620111
Anthony DavisNew Orleans Hornets31.832.91.12012
Anthony BennettCleveland Cavaliers29.340.210.92013
Karl-Anthony TownsMinnesota Timberwolves19.535.415.92015

Giocatori che hanno diminuito la percentuale di vittorie

Sono 10 in totale coloro che, invece, hanno solo peggiorato le cose, modificando addirittura in negativo la percentuale di vittorie, mentre sono 4 i cestisti considerati ingiudicabili, in quanto la franchigia era al primo anno in NBA o si è sciolta prima di concludere la stagione. Tra questi anche Gene Melchiorre, scelto nel Draft 1951 dai Baltimore Bullets, ma che non disputò neanche una partita nella massima lega statunitense. Il motivo? Truccò alcune partite ai tempi del college e fu squalificato a vita.

Prima scelta Draft NbaSquadra% di vittorie prima% di vittorie dopoDifferenza di %AnnoAnelli vinti carriera
Charlie ShareBoston Celtics47.143.9-3.219501
Ray FelixBaltimore Bullets22.922.2-0.71953
Patrick EwingNew York Knicks29.328.0-1.31985
Pervis EllisonSacramento Kings32.928.0-4.91989
Michael OlowokandiLos Angeles Clippers20.718.0-1.31998
Elton BrandChicago Bulls26.020.7-5.31999
Kenyon MartinNew Jersey Nets37.831.7-6.12000
John WallWashington Wizards31.728.0-3.72010

Cestisti ingiudicabili per l’influenza sulla percentuale di vittorie

Prima scelta NbaSquadra% di vittorie primaAnnoAnelli vinti carriera
Clifton McNeelyPittsburgh IronmenUnica stagione in NBA1947
Howie ShannonProvidence SteamrollersStagione non finita1949
Gene MelchiorreBaltimore BulletsSqualificato1951
Walt BellamyChicago PackersNuovo team1961

Dei 69 giocatori presi in esame 21 sono stati nominati Rookie of the Year, il riconoscimento che si conferisce alla migliore matricola dell’anno, mentre 14 non sono neanche stati inclusi nell’All-Rookie Team, la squadra che raggruppa idealmente i migliori dieci giovani della stagione. Vediamo ora nel dettaglio alcuni dei casi più eclatanti capitati nella storia dell’Nba.

Magic Johnson: la prima scelta Nba più determinante di sempre

Magic Johnson, all’anagrafe Earvin Johnson Jr, è probabilmente la più grande prima scelta di tutti i tempi. Chiamato nel Draft 1979 dai Los Angeles Lakers, la sua grandezza si può rilevare in molteplici aspetti, a partire da quell’obiettivo che – prima e dopo di lui – nessuno è mai riuscito a centrare: vincere l’anello da rookie. Nella Regular Season la percentuale dei suoi Lakers salì dal 57.3% al 73.2% (+15.9). Johnson non solo vinse il titolo con i Lakers (il 7° della storia) ma ne fu assoluto protagonista, risultando l’MVP delle Finals, terminate 4-2 contro i Philadelphia 76ers. Il cestista del Michigan raggiunse questo traguardo altre due volte in carriera, oltre a 3 MVP della Regular Season, 2 dell’All Star Game e 5 anelli in totale conquistati a Los Angeles (compreso quello del 1980). Ancora oggi, con i suoi 2,06 metri, Johnson rappresenta il più alto playmaker della storia, un fattore che rivoluzionò in quegli anni lo sport della palla a spicchi. Concluse la prima stagione con una media di 18 punti, 7.7 rimbalzi e 7.3 assist, con una percentuale di tiro effettiva del 53,4%. Chiuse con il 10.5 di Win Shares, il numero che gli statistici americani attribuiscono al contributo di vittorie determinato da un giocatore. E pensare che in termini di numeri quella fu una delle peggiori stagioni di Magic Johnson. Non fu infatti neanche nominato Rookie of the Year. Ma i 42 punti nella decisiva gara 6, schierato da centro al posto dell’infortunato Jabbar, rimarranno scolpiti nella storia di questo sport.

Prima scelta NbaSquadra% di vittorie prima% di vittorie dopoDifferenza di %AnnoAnelli vinti carriera
Magic JohnsonLos Angeles Lakers57.373.215.919795

Kareem Abdul-Jabbar, Tim Duncan e David Robinson: tre prime scelte devastanti

Questi tre atleti rappresentano, dopo Johnson, le migliori prime scelte di sempre al Draft. Sono gli unici infatti ad aver contribuito ad alzare almeno del 30% il record di vittorie della propria franchigia rispetto alla stagione precedente. Abdul-Jabbar, il cui nome era Lew Alcindor prima di convertirsi all’Islam, fu la prima scelta nel Draft del 1969 e risollevò in pochissimo tempo le sorti dei Milwaukee Bucks, la cui percentuale di vittorie passò dal 32.9% della stagione 68-69 al 68.3% dell’anno dopo (+35.4). Il primo campionato NBA di Abdul-Jabbar terminò con una media 28.8 punti a partita, 14.5 rimbalzi e 4.1 assist. L’anno seguente migliorò ulteriormente le sue già fantascientifiche statistiche e contribuì alla vittoria del primo e unico anello nella storia dei Bucks. Non fu l’unico titolo invece dello statunitense, che aggiunse altri 5 campionati al suo palmares, tutti con la maglia dei Los Angeles Lakers. Chiuse la sua carriera in NBA dopo 20 stagioni con 38387 punti, che lo rende il miglior realizzatore di tutti i tempi nella più importante lega americana.

La stessa percentuale di vittorie all’esordio (68.3%) fu raggiunta da Duncan e Robinson, entrambi con la maglia dei San Antonio Spurs, i quali partirono da un record di successi ancora più basso. Gli Spurs di David Robinson, che debuttò in NBA con due anni di ritardo rispetto alla chiamata del Draft 1987, partivano dal 25.6% di vittorie (+42.7). The Admiral (L’ammiraglio, soprannome di Robinson) fece una prima stagione da urlo, con una media di 24.3 punti, 12 assist e il 15.1 di Win Shares. Nel 1997 gli venne affiancata una prima scelta del Draft, Tim Duncan, il quale contribuì a far salire il record di vittorie di San Antonio del 43.9%, l’aumento più alto mai registrato dalla squadra di una prima scelta. Una delle più grandi ali di sempre finì la prima stagione con una media di 21.1 punti, 11.9 rimbalzi, 2.3 di assist e uno Win Shares del 12.8. Le Twin Towers, come venivano chiamati i due, portarono alla città del Texas due anelli in pochi anni, che diventarono cinque con il solo Duncan in campo. Soffermarsi sulla carriera di quest’ultimo è quasi superfluo, perché sono i numeri a parlare per lui: 3 volte MVP delle Finals, 2 della Regular Season e una dell’All Star Game. Abdul-Jabbar, Robinson e Duncan, oltre al già citato Johnson, sono inoltre alcuni dei pochi ‘eletti’ ad aver vinto l’anello con la stessa franchigia che li ha selezionati per primi al Draft. Gli altri sono Cazzie Russell (New York Knicks), James Worthy (Los Angeles Lakers), Hakeem Olajuwon (Houston Rockets), Bill Walton (Portland Trail Blazers) e ultimi Kyrie Irving e Lebron James (Cleveland Cavaliers). Sono 20 in totale le prime scelte al Draft ad aver vinto almeno un anello NBA in carriera.

Giocatore Draft NbaSquadra Nba% di vittorie prima% di vittorie dopoDifferenza di %Anno DraftAnelli vinti in carriera
Kareem Abdul-JabbarMilwaukee Bucks32.968.335.419696
David RobinsonSan Antonio Spurs25.668.342.719872
Tim DuncanSan Antonio Spurs24.468.343.919975

Mychal Thompson e Mark Workman: le peggiori First Pick di sempre

Loro al contrario rappresentano le prime scelte al Draft più negative di sempre in termini di influenza sulla percentuale di successi. Con Thompson, primo non statunitense ad essere selezionato al Draft, i Blasers partivano dal 70.7% di vittorie; non era certo semplice far meglio, e infatti i Blazers calarono sensibilmente, raggiungendo il 54.9% nella stagione 1978-79. Quell’anno il cestista bahamense registrò una media di 14.7 punti, 8.3 rimbalzi e 2.4 assist, con una percentuale di tiro effettiva inferiore al 50%. Nel corso della carriera Thompson riuscì comunque a conquistare due anelli con la maglia dei Lakers. Disastroso fu invece il rendimento di Mark Workman, che concluse l’anno da rookie nel 1952 con la seguente media: 5.1 punti, 3 rimbalzi e 0.6 assist. La percentuale dei Philadelphia Warriors (gli attuali Golden State) crollò dal 50% al 17.4% (-32.6). La carriera di Workman si prolungò di sole altre 14 partite nella stagione successiva con la casacca dei Baltimore Bullets, prima che il suo rapporto con l’NBA terminasse con uno Win Shares negativo dell’1.2.

Giocatore Draft NbaSquadra Nba% di vittorie prima% di vittorie dopoDifferenza di %Anno DraftAnelli vinti in carriera
Mychal ThompsonPortland Trail Blazers70.754.9-15.819782
Mark WorkmanPhiladelphia Warriors5017.4-32.619520

Mark Workman contribuì a ‘rovinare’ la stagione dei Warriors, ma in realtà la scelta di selezionarlo al Draft fu dei Milwaukee. Con i Bucks disputò però solo cinque gare, prima di trasferirsi a Philadelphia. Il suo fu uno dei due casi in cui il primo nome del Draft giocò la stagione da matricola con due maglie diverse. Nel 1954 toccò a Frank Selvy, che per le prime 11 partite scese in campo con i Baltimore Bullets, prima di passare per il resto dell’anno proprio ai Milwuakee Bucks. Sono stati cinque invece i giocatori di pallacanestro ad aver iniziato la prima stagione in NBA direttamente con una squadra diversa rispetto a quella che lo aveva selezionato. Eccoli riepilogati:

Draft 1951: Chuck Share => selezionato dai Boston Celtics, giocò con i Ft Wayne Pistons (gli attuali Detroit Pistons)
Draft 1957: Rod Hundley => selezionato dai Cincinnati Royals (gli attuali Sacramento Kings), giocò con i Minneapolis Lakers (gli attuali Los Angeles Lakers)
Draft 1975: David Thompson => selezionato dagli Atlanta Hawks, giocò con i Denver Nuggets
Draft 1993: Chris Webber => selezionato dagli Orlando Magic, giocò con i Golden State Warriors
Draft 2014: Andrew Wiggins => selezionato dai Cleveland Cavaliers, giocò con i Minnesota Timberwolves.

Sihugo Green: l’unico caso di status quo

Sihugo Green fu la prima scelta nel Draft 1956. Chiamato dai Rochester Royals (gli attuali Sacramento Kings), rappresenta l’unico elemento che ha portato un miglioramento pari a 0 alla sua franchigia rispetto all’annata precedente. I Royals terminarono la stagione 1955-56 con il record vittorie del 43.1%, e la percentuale rimase intatta la stagione successiva. Riuscì comunque a togliersi la soddisfazione, dieci anni dopo il suo debutto, di vincere un anello con i Boston Celtics.

Steal of the Draft: immortali snobbati, Jordan vi dice niente?

Come abbiamo notato precedentemente, sono stati molti i casi in cui la prima scelta si è rivelata fallimentare, o almeno non soddisfacente rispetto le attese. Lo Steal of the Draft sta a indicare l’elemento preso poco in considerazione nelle selezioni, ma che poi si rivela un cestista di altissimo livello. Nella storia dell’NBA abbiamo tanti casi di questo tipo, come Karl Malone (draft 1985, 13° scelta), Kobe Bryant (draft 1996, 13° scelta), Steve Nash (draft 1996, 15° scelta), Emanuel Ginobili (draft 1999, 57° scelta), Tony Parker (draft 2001, 28° scelta), Marc Gasol (draft 2007, 47° scelta) e Draymond Green (draft 2012, 35° scelta). L’esempio più eclatante è quello di Michael Jordan, il più grande giocatore di tutti i tempi, che al Draft 1984 fu solo la terza scelta, finendo nelle preferenze alle spalle di Hakeem Olajuwon e Sam Bowie.

Ben Simmons: prima scelta infortunata. E’ già la terza volta

Ben Simmons è il 70° giocatore selezionato per primo nella storia del Draft dell’NBA. Chiamato a migliorare il 12.2% di vittorie registrato dai Philadelphia 76ers lo scorso anno, si è fratturato a fine settembre al quinto metatarso del piede destro. Starà fuori tanto tempo, alcune indiscrezioni dicono tutta la stagione. In quel caso sarebbe il terzo giocatore, selezionato per primo al Draft, a dover saltare la prima stagione in NBA per via di un infortunio. Il primo a inaugurare questa statistica è stato Greg Oden, obbligato a saltare la stagione 2007-08 con i Portland Trail Blazers per un’operazione di microfrattura alla cartilagine del ginocchio destro. Le continue ricadute ne hanno frenato la crescita e ora è andato a tentar fortuna lontano dagli Stati Uniti. Nel 2009 è successo invece a Blake Griffin, ala grande dei Los Angeles Clippers, costretto a rinunciare al primo anno nella massima lega dopo una frattura da stress ad una rotula. Griffin però è tornato alla grande e al momento rappresenta sicuramente uno dei migliori giocatori del torneo. Basterà questo a strappare un sorriso a Simmons e ai Sixers?

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