Basket, serie A: la prima volta di Sassari e quello scudetto da dividere a metà

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Alla fine, una squadra soltanto poteva vincere. Lo aveva detto poche ore prima del match il capitano di Reggio Emilia Andrea Cinciarini: “Sappiamo bene che un tricolore non si può dividere a metà. Per un team e la sua città ci sarà la gioia, per l’altro le lacrime”. Proprio così. Al PalaBigi ieri si è vissuto l’ultimo atto di una delle finali scudetto più incredibili che la serie A di basket ha mai avuto modo di vedere. Il 73-75 con cui la Dinamo ha espugnato il parquet reggiano consegna dunque la gioia del primo tricolore a Sassari, e lascia con l’amaro in bocca la Pallacanestro Reggiana mai così vicina allo storico traguardo. I sardi hanno vinto a modo loro: esagerati nel passare dalle stalle alle stelle e viceversa, hanno disputato una gara-7 a fiammate come loro solito. All’avvio da tregenda (4 punti nel primo periodo, quando la partita sembrava di fatto già sulla via Emilia), Sassari ha saputo contrapporre lampi di basket champagne con un eccelso Rakim Sanders (18, mvp di gara-7) e il solito dinamico Lawal in vernice. Nelle file di Reggio, Menetti è stato penalizzato dal ko in corso Silins, da aggiungere agli acciacchi di Darius Lavrinovic. Nonostante ciò, grazie al ritrovato Drake Diener la Grissinbon ha chiuso a + 6 il primo tempo. Nel terzo quarto forse la svolta della gara. Sosa si è beccato un tecnico e un buffetto da uno spettatore (che poi è stato allontanato), Reggio ha realizzato 7 punti in un solo possesso e ha visto il + 11. Scudetto in tasca? Macché. Goccia su goccia, Sassari ha rimontato tutto, grazie alle triple di Logan e ai numeri di Sanders. Fino alla “tabellata” e ai due decisivi tiri liberi di Jerome Dyson. Che hanno significato delirio Sassari, e lacrime per Reggio Emilia.

Sarà difficile dimenticare una finale simile. Onore ai vinti. Max Menetti ha creato un nucleo di italiani che fa leva sul capitano Cinciarini, e che vanta 3-4 giovani di grande spessore e talento come Della Valle, Polonara, il lungo Cervi e il giovane Mussini infortunato in questa serie finale. Saranno loro l’ossatura della nazionale italiana nei prossimi 6-7 anni. Per quanto riguarda Sassari, al 5° campionato di massima serie i sardi hanno portato a casa il tricolore grazie all’egregio lavoro di Meo Sacchetti e del suo staff, e di un gruppo composto per lo più da americani che però hanno saputo far quadrato e trovare la giusta alchimia per mettere in bacheca supercoppa italiana, coppa Italia (la seconda) e scudetto. Un’intera regione, la Sardegna, si riscatta con la Dinamo: uno scudetto strameritato, non c’è che dire.

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