Esclusione Virtus Roma, Toti in conferenza: “Consiglio risponda entro lunedi”

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

IMG-20160729-WA0008Dopo il rigetto del Tribunale Federale e della Corte Federale, in merito ai ricorsi della Virtus Roma, attualmente esclusa dal campionato di A2, il presidente Claudio Toti ha indetto una conferenza stampa per spiegare le ragioni della società. Al suo fianco il legale del club Gianfranco Tobia.

“Voglio mettere chiarezza a tutta questa storia -esordisce il presidente – quindi bisogna ascoltare anche la nostra campana e non solo quella dei comunicati federali. Se qualcuno ha deciso la nostra condanna a morte sappia che ci rimangono due gradi di giudizio dove possiamo fare valere i nostri ragioni. Il consiglio federale non vuol sentire ragioni ed è disposto a far morire la Virtus, convinto forse che a Roma basti solo una squadra, Il nostro pagamento del Mav non è stato in ritardo, perché rispetta il documento ufficiale prima della silenziosa modifica, e qualcuno dovrà rispondere di questo. Quando ce ne siamo accorti lo abbiamo fatto presente e allora è stata fatta una modifica pubblica ma fino ad allora era stata fatta sperando che nessuno se ne accorgesse”.

Poi entra nello specifico: “La decisione in primo grado è piena di lacune perché giustifica un’assurda decisione del Consiglio Federale – sottolinea – e su questo voglio dire due parole: abbiamo presentato ricorso mercoledì alle 15 e veniamo convocati per discussione il giovedi alle 15. Il dibattimento dura un’ora e quaranta. Usciamo alle 16,40. Alle 18,03 viene pubblicata la sentenza in cui viene respinto il ricordo. Una decisione presa in un’ora e venti, ma si dice che ci vorranno dieci giorni per pubblicare motivazioni, Come è possibile? Mi fa pensare male. Mi fa pensare che si vogliano allungare i tempi arrivando sotto ferragosto per non arrivare al collegio garanzia del Coni e non farci lavorare bene con la squadra, rimandando tutto fino al termine di agosto.

Poi parla con lungimiranza: “Noi abbiamo fiducia nella giustizia sportiva, riteniamo di avere molte motivazioni per essere vittoriosi. Semmai ricorrreremo al Tar, andremo avanti perché vogliamo dimostrare che l’errore è della Federazione, la Virtus ha tutto il diritto di continuare a giocare e troviamo assurda l’esclusione per un potenziale ritardo di 15 ore. Di fronte  60 anni di storia del basket. 15 ore per condannarci a morte di fronte al fatto che ogni campionato è falsato da squadre che non pagano contributi o giocatori, quindi bisognerebbe rivedere come funziona questo aspetto del basket italiano. Io trovo questo atteggiamento incomprensibile, perché le motivazioni sono serie e in altri tribunali verranno accolte”.

L’avvocato Tobia è chiaro nel sottolineare determinati punti della vicenda: “Io non ho letto da nessuna parte di cosa si sta discutendo. Siamo stati esclusi con una delibera di consiglio federale che incolpa la squadra di non aver “adempiuto al pagamento nei tempi perentori previsti”. Le uniche motivazioni nella delibera isono legate a una relazione della COMTEC che la Federazione non ci ha mai dato, nonostante le nostre reiterate richieste. Stiamo discutendo di un provvedimento federale che conosciamo per metà. Le Doa non prevedono nessun provvedimento perentorio, la fidejussione entro 7 luglio è stata versata in tempo. la delibera precedente indica il 9 luglio ed è rimasta ferma nel cartaceo e sul sito della federazione fino all’11. Quando lo abbiamo saputo io ho interpellato una persona del Consiglio Federale che mi ha detto della data spostata sul sito al 7 luglio. Abbiamo fatto fare perizia a un perito informatico scoprendo che alle 13,49 di quel giorno era stata modificata. Peccato – sottolinea – che una delibera vada modificata con un’altra delibera del Consiglio Federale”.

E c’è anche dell’altro: “Il 13 poi hanno messo anche altre modifiche per camuffare quanto fatto in precedenza, scrivendo “versione aggiornata all’11 luglio”. Questo modo di procedere della Federazione è molto particolare, così come il fascicolo del tribunale che conteneva la nota diramata a tutti i giornalisti, elemento che non dovrebbe esserci. Romagnoli ha detto che si trattava di un appunto e l’ha rimesso via. Poi nella decisione del tribunale lo stesso ha menzionato atti che noi non abbiamo, noi possiamo avere solo la delibera. è una violazione mostruosa il fatto che nel fascicolo siano contenuti atti acquisiti senza richiesta”.

Il legale aggiunge anche: “Dagli atti non si capisce se non abbiamo pagato o se abbiamo pagato in ritardo. Nella carriera non ho mai visto il provvedimento che è la condanna a morte di una società ma che in realtà a tutto somiglia tranne che a un provvedimento ufficiale. Dalla nostra possiamo anche difenderci con l’ “Errore scusabile” elemento legare che emerge quando  l’amministrazione non mi mette in condizione di avere informazioni chiare. Online ho trovato una nota di Bertea, della Procura Federale, nella quale tuti gli atti del 7 luglio sono prorogati all’11. Ma questa nota non viene menzionata. Questo è un affronto alla Virtus. Se una valutazione arriva in un’ora e venti io penso male. Hanno detto che la Virtus non ha usato normale diligenza e si dovrebbero vergognare, perchè in 16 anni di collaborazione con la Virtus abbiamo avuto solo due arbitrati e furono pure vincenti. Non abbiamo mai subito cause per inadempienze”.

La società farà leva sulle diverse storture della vicenda: “Altro vizio che emergerà al Coni – dice l’avvocato – è sull’art.112 del codice civile, che impone al tribunale di dover rispondere a tutti i quesiti. Il tribunale invece non ci ha risposto. Va messo in luce che la Corte d’appello Federale questa decisione la può prendere pure entro lunedi. Nel calcio questa cosa si riesce a fare, quindi dubito che in questa situazione non si possa fare altrettanto. Se arriviamo a fine agosto vuol dire la morte della società, perché chi ha firmato per non non resta 4 mesi ad attendere la loro decisione. Quando verrà presa noi entro 24 ore presenteremo l’appello”.

Poi l’affondo: “Io ho sempre fatto l’avvocato della società e dico solo che non mi aspettavo di vincere al tribunale ma alla Corte ieri ho creduto di farcela quando ho visto gli errori commessi dalla federazione in questa vicenda. Per rispondere alle mie domande non basterebbero neanche venti giorni, nelle Doa e nella delibera del 29 aprile non c’è la scadenza del 7 luglio. Il provvedimento è viziato, è nullo. Non possono aggiungere atti. Se la faccenda si protraesse per tanto tempo potremmo anche chiedere il blocco dei campionati”.

Per Toti è una vicenda ben chiara: “Lo ritengo un attacco alla persona. Dal basket romano non ho sentito nessuno per solidarietà, se non vecchi presidenti che hanno fatto pallacanestro a Roma. Se si andrà avanti continueremo per la nostra strada. Loro sostengono di aver mandato un memo dove la data era il 7, peccato che lo stesso memo rimandava alla delibera del 29 aprile, che però era ferma al 9 luglio. L’iscrizione al campionato è stata fatta 4 gioni prima, mancava solo questo pagamento. Io non so perchè i miei dipendenti ci hanno messo questo tempo ma io credo che i pagamenti siano stati fatti in tempo. Ho anche letto che questa è una mia strategia per non partecipare al campionato, se così fosse non avrei tesserato allenatore e GM, e non avrei sborsato 100.000 Euro di fidejussione”.

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