Basket serie A. Giovani date retta al cuore

Pubblicato il autore: rossana.nardacci Segui

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“Non rinunciate ai vostri sogni e date retta al cuore”. Sono le parole dell’ex bomber Vincenzo “Enzino” Esposito, ora coah di Pistoia.
Per uno come lui, che ha esordito a Caserta ad appena 15 anni, che ha vinto per due volte il titolo di MVP ed il titolo del miglior marcatore del campo, vedere gli italiani giocare sempre meno in A è una grande sofferenza.
Oggi Vincenzo Esposito, per tutti El Diablo, allena Pistoia e lo fa a modo suo, praticando un basket che non è mai schiavo del pick and roll.
Ascoltarlo parlare del presente e del futuro dei nostri giovani dovrebbe essere un dovere. Per tutti.
Del materiale italiano interessante c’è, sia dal punto di vista fisico che tecnico.  I problemi sono vari e non esiste un’unica soluzione. I ragazzi dovrebbero fare una scelta controcorrente: non ascoltare sempre il genitore o il procuratore, ma anche il cuore. Fare quello che si sentono fare e soprattutto rischiare. Inseguire i propri sogni senza farsi pilotare. E’ giusto alla loro età essere guidati, ma non forzati a fare delle scelte dietro le quali ci possono essere altri interessi.
Il coach ritiene che i ragazzi dovrebbero andare a lavorare dove c’è un progetto tecnico, con l’idea che nel giro di 2-3 anni possano dimostrare ciò che valgono e guadagnarsi i minuti e lo stipendio. La società non deve badare al solo risultato di squadra ma a “tirare fuori” dei giocatori. Farli giocare per quello che poi dovrà servire in futuro: un giovane di 1,95 al giorno d’oggi deve essere subito impostato come playmaker!

Perchè si punta poco sulla qualità?
Purtroppo oggi c’è chi si mette l’anima impuntando sulla quantità. Bisogna tornare al martellamento, all’esasperazione  della cura dei fondamentali e dei dettagli.
Ci sono ragazzi che possono schiacciare dalla linea del tiro libero. Meglio allenarsi 6 mesi sul piede perno, sulla partenza: quando hai imparato quelli, puoi anche schiacciare e dare spettacolo.
Il nostro ormai è un sistema che si piange addosso senza avere il coraggio di prendere dei provvedimenti anche a costo di rischiare. Come ha sempre fatto e sempre farà l’ex bomber del basket.

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