Dinamo, con Pesaro per ripartire

Pubblicato il autore: Gianpiero Farina Segui

I sassaresi si trovano già a un bivio

Federico Pasquini, coach della Dinamo Sassari.

Federico Pasquini, coach della Dinamo Sassari.

Dopo le due sconfitte con Cantù e in Champions League con lo Szolnoki Olaj, la Dinamo Sassari cerca il riscatto in casa con Pesaro. Domani al Palaserradimigni, alle ore 18,15, i sassaresi cercano due punti fondamentali per rilanciarsi e per ritrovare un po’ di morale. I due ko consecutivi hanno messo in evidenza tutte le lacune e i difetti del roster a disposizione di coach Federico Pasquini. Quest’ultimo però è convinto del valore della sua squadra: “Dobbiamo essere più concreti quando gli avversari mettono più energia a rimbalzo offensivo. Abbiamo dei gap soprattutto quando ci disuniamo e alterniamo ancora momenti di grande difesa a momenti di minore intensità. L’obiettivo è diventare lineari per i 40 minuti con la difesa che dà ritmo all’attacco. L’obiettivo è diventare una squadra vera, come ci siamo detti anche in preseason, ma non cerchiamo alibi, perché il mio lavoro è risolvere i problemi e accelerare il processo per diventare squadra. Dobbiamo lavorare per essere più concreti quando la partita ti mette davanti delle difficoltà e ti fa masticare del duro”.

Diventare una squadra trovare e trovare continuità: sempre essere questo quindi il mantra in casa Dinamo. Davanti però ci sarà una squadra di ottimo livello. Piero Bucchi ha a disposizione un interessante mix di giovani e giocatori esperti.“È una squadra con giocatori diversi rispetto allo scorso anno ma ha sempre la filosofia con tre piccoli sul perimetro bravi a creare, con Harrow, Thornton e Fields capaci di coprire un paio di ruoli, uniti a grande forza fisica sotto canestro con Knoko, vera rivelazione a rimbalzo, e Jones, che sta facendo da prima punta offensiva. Ma dobbiamo stare attenti anche a Jasaitis, Zavackas e Gazzotti, tutti giocatori che di volta in volta possono essere protagonisti”, è così che Pasquini presenta gli avversari.  I sardi davanti al loro pubblico però, per ora, non hanno sbagliato un colpo. Il pubblico a Sassari è una sorta di sesto uomo in campo. Ma, se si vuole puntare in alto, bisognerà metterà la stessa grinta e la stessa determinazione anche in trasferta. Ora però conta vincere domani. Il resto passa in secondo piano. Insomma, step by step. Anche perché la stagione è ancora molto lunga.

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