Olimpia Milano: l’analisi della crisi nera

Pubblicato il autore: Alberto Pedrazzini Segui

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Con la partita di ieri sera contro il Panathinaikos,  l’Olimpia Milano ha toccato il fondo. Davanti ai propri tifosi i campioni d’Italia hanno perso la sesta gara europea consecutiva, cosa mai successa nella gloriosa storia della società lombarda, nemmeno quando in Eurolega le squadre erano formate dai vari TJ Watson, Mike Hall, Luca Vitali e Jobey Thomas.

L’Olimpia Milano aveva cominciato la competizione con due vittorie contro Maccabi Tel Aviv e Darussafaka Istanbul, ma già da quei due successi era emersa una pessima tenuta difensiva mascherata solo parzialmente da un attacco roboante. Poi quando l’EA7 ha iniziato a faticare anche nella metà campo offensiva la situazione è precipitata fino allo scempio visto ieri sera contro la formazione ateniese.

La Gazzetta dello Sport di oggi parla di un Jasmin Repesa tenuto sotto osservazione. Il coach croato ad oggi non rischierebbe il posto ma se la squadra dovesse continuare ad avere l’encefalogramma piatto anche nelle prossime settimane allora l’ex allenatore della Fortitudo Bologna potrebbe essere esonerato. Il quotidiano scrive che potrebbe essere Massimo Cancellieri l’eventuale sostituto. Ma Jasmin Repesa è davvero l’unico responsabile della crisi dell’Olimpia Milano? E Cancellieri sarebbe la soluzione a tutti i mali dei campioni d’Italia? La risposta è no. Repesa ha moltissime colpe, in primis nel processo di costruzione della squadra e nella scelta di non dare fiducia ad alcuni giocatori. Ad esempio continuiamo a non capire il perché dei pochissimi minuti concessi a Davide Pascolo (ieri un altro n.e. per Dada) dopo che nella passata stagione è stato scelto nel miglior quintetto dell’Eurocup, ovvero della seconda competizione europea dietro all’Eurolega. Ma esonerare Repesa non sarebbe la decisione giusta, anche a causa della mancanza di valide alternative sul mercato degli allenatori.

I dolori dell’Olimpia Milano: l’asse play-pivot

Spesso si dice che l’asse play-pivot sia la componente fondamentale di una squadra. Quello dell’Olimpia Milano è disastroso e i cambiamenti da fare sono proprio in queste due posizioni. Miroslav Raduljica ha terminato i bonus a propria disposizione. Anche ieri ha dimostrato come sia totalmente inadeguato: appoggi sbagliati da sotto, nessun movimento di potenza, errori difensivi, scelte sbagliate, 4 palle perse e 5 falli fatti in soli 12 minuti e 53 secondi sul parquet. Contro il Panathinaikos Mantas Kalnietis ha tirato fuori un’altra prestazione da museo degli orrori. I 6 assist non devono ingannare visto che molti sono arrivati nell’ultima e inutile quarta frazione. Il lituano, anch’esso in odore di cessione, sta rendendo pochissimo e il suo primo canestro della serata è arrivato nel quarto periodo (dopo dieci errori) ed è stato accolto da un’ironica ovazione dei tifosi milanesi.

Il cambio di Kalnietis è Ricky Hickman e tutti si stanno accorgendo il perché un coach esperto come Obradovic non abbia provato a trattenerlo al Fenerbahce (non che ci volesse un genio per capirlo). L’ex Pesaro in difesa è un telepass e in attacco non ha la brillantezza di inizio stagione. Infine c’è Andrea Cinciarini, a cui Repesa concede pochissimo spazio e in pochi secondi sul parquet, il playmaker ex di Reggio Emilia, non è in grado di incidere.

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