Verso Reggio Emilia-Capo d’Orlando, il ritorno al PalaBigi di Drake Diener

Pubblicato il autore: Andrea Malavolti Segui

12422618184_ba5c21605e_bGli mancò solo un tiro per entrare di prepotenza nella storia della Pallacanestro Reggiana. Si potrebbe riassumere con questo attacco la parabola di Drake Diener (nella foto) come giocatore della Grissin Bon. Dopo una stagione quasi interamente priva di acuti anche a causa di innumerevoli problemi fisici, il cestista del Wisconsin tirò la “bomba” della disperazione, quella che avrebbe potuto regalare ai biancorossi di Max Menetti il primo e per l’appunto storico scudetto. Ma la palla non entrò e la Dinamo Sassari si laureò campione d’Italia. Un anno e mezzo dopo, all’indomani di una parentesi a Saragozza, Spagna, interrotta nel dicembre 2015 per il riacutizzarsi del morbo di Chron che lo tormenta da una vita, Drake tornerà lunedì al PalaBigi indossando la canotta della sorprendente Capo d’Orlando.
Diener, con quale stato d’animo fa il suo ritorno in Via Guasco?
“Con quelle sensazioni strane che si avvertono quando si torna in un posto dove ci si è sentiti a casa. Avrò il piacere di ritrovare tanti amici e persone che mi hanno voluto bene. Ma da palla a due in avanti penserò solo a vincere”.
In terra sicula ha ritrovato Flavio Fioretti, ha mai parlato con lui della finale scudetto?
“No e credo che ci sia una sorta di tacita intesa a non parlarne. Per me sarebbe troppo doloroso”.
Sicuramente sta meglio ora pensando all’ottimo inizio della sua Betaland…
“Il segreto, come sempre, sta tutto nella chimica di squadra. Siamo un team con tantissimo talento ma senza primedonne. Riusciamo a giocare bene insieme e siamo altruisti l’uno con l’altro. In più è doveroso aggiungere che la dirigenza ha allestito un roster davvero molto interessante e competitivo. Un roster che può fare ancora meglio, a patto che si abbia l’umiltà e la consapevolezza di non sentirsi già arrivati. Sarebbe un errore madornale dal punto di vista psicologico ma anche tecnico e tattico”.
Da questa stagione lei personalmente che cosa si aspetta?
“In questa fase della mia carriera solo di giocare bene e con continuità. Ora mi sento a posto dal punto di vista fisico dopo qualche acciacco muscolare. Voglio aiutare i miei compagni a fare un campionato al di là delle aspettative”.
Magari tentando anche un blitz al PalaBigi?
“Reggio ha una mentalità vincente stratosferica, frutto dei successi degli ultimi anni. Inoltre, e io posso dirlo perché l’ho sperimentato sulla mia pelle, in casa è praticamente imbattibile. Ha la consapevolezza che può vincere tutte le partite e naturalmente vuole farlo. Cervi sta stupendo tutti e il talento di gente come Aradori e Della Valle non ha né limiti né confini. Per provare a giocarci le nostre carte dovremo scendere in campo con un grande spirito e disponibilità al sacrificio. E, dato che gli esterni biancorossi si fa una fatica tremenda a fermarli perché sono tiratori nati, dovremo almeno cercare di evitare che vadano in trance agonistica trovando canestri in striscia”.
E’ rimasto in contatto con qualcuno dei suoi ex compagni?
Con Achille Polonara siamo amici dai tempi di Teramo e ci sentiamo molto spesso, inoltre frequentemente io e Cervi ci scambiamo dei messaggi”.

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