BOXE – Di Luisa e Pisanti sconfitti nella notte inglese

Pubblicato il autore: Angelo Risso Segui

BoxeDi Luisa e Pisanti sconfitti nella notte inglese.

Purtroppo è una notte amara per la boxe italiana. La serata del 31 gennaio al Copper Arena di Londra vede prima sconfitto Mario Pisanti contro il devastante Martin Joseph Ward e poi Andrea di Luisa battuto da George Groves.
Due incontri che già alla vigilia apparivano francamente proibitivi ed alla fine le aspettative sono andate secondo la logica delle scommesse che li vedevano sfavoriti.
Il primo a salire sul ring, come detto è stato Mario Pisanti, 36 anni chiamato a testare le potenzialità della giovane promessa Martin Joseph Ward di 25 anni. In palio il titolo WBC international dei superpiuma. Il pugile inglese come da prassi prende subito l’iniziativa, ed è evidente che è sua chiara intenzione di liquidare al più presto l’avversario di turno.
Un paio di colpi ben assestati e potenti mandano a tappeto Pisanti, che però con orgoglio si rialza durante il conteggio. Nella seconda ripresa il copione si ripete, il pugile italiano subisce la pressione e la potenza dell’avversario e cade nuovamente a tappeto, stavolta però a causa di mancanza d’equilibrio e non per i colpi subiti. Pisanti infatti protesta a ragione per il conteggio e si rialza immediatamente. C’è rabbia e determinazione, l’italiano reagisce e riesce anche a portare a segno un paio di sventole mancine ben assestate. Il terzo round inizia bene per Pisanti, purtroppo però è solo una illusione, perché Ward reagisce, intensifica gli attacchi che l’avversario cerca di attutire, anche se viene preso al volto. E’ quello il momento clou del match e l’asciugamano vola sul ring a pochi secondi dalla fine.
Bruno Simili allenatore e suocero del pugile italiano decide che è meglio mollare per evitare il peggio. Pisanti da buon lottatore orgoglioso non ci sta e protesta animatamente per la scelta presa dal suo staff. Ma con il senno di poi è sembrata la scelta più giusta. E così il titolo Internazione WBC dei pesi piuma conferma che il re è Martin Joseph Ward.

Non va purtroppo meglio, anzi, all’altro pugile italiano Andrea Di Luisa nei Supermedi che trova un George Groves determinato a ricominciare la sua rincorsa al mondiale sfidando e poi battendo il nostro italiano, dopo aver rimediato la doppia sconfitta con Carl Fronch e l’ultima contro Badou Kack per il titolo WBC. Groves ha bisogno di scalare nuovamente la classifica e ottenere una nuova chance mondiale.

La sfida fra i due, va sottolineato e precisato non era valevole per l’Internazionale WBC dal momento che entrambi i pugili hanno affrontato il match oltre il limite di peso consentito. Un incontro però valido per testare le potenzialità dei due pugili, in particolare quella di Groves, che come detto era reduce da due sconfitte. Con De Luisa che per contro desiderava prendere attraverso questo match la scorciatoia per riacquistare visibilità e prospettive.

Il match inizia in sordina, con un Groves che a differenza di altre volte inizia in maniera prudente, stuzzicando però l’avversario mettendo in mostra il suo insidioso Jab sinistro.
Di Luisa dal suo canto si muove bene, tiene ritmo e passo dell’avversario, non ha timore e se la vuole visibilmente giocare prendendo il centro del ring come sua base.
Il ritmo sale immediatamente nel secondo round, quando l’inglese decide di osare. Un paio di ganci e una ferita al naso del pugile italiano lanciano i primi segnali che l’incontro sta prendendo una piega diversa. Nella terza ripresa sale in cattedra il Groves che tutti conoscono, quando con una continuità impressionante mette sotto assedio Di Luisa che barcolla ma regge bene l’incontro dimostrando di essersi presentato con una buona preparazione.
L’epilogo arriva al quarto round quando Di Luisa deve piegarsi in ginocchio per un colpo alla milza. Quando si rialza, l’inglese approfitta del momento delicato del suo avversario e lo aggredisce con una serie impressionante di colpi. E’ a quel punto che Di Luisa non riesce più a reagire, è in evidente balia dell’avversario e allora saggia è la decisione di Cerchi nel gettare la spugna al quinto round.
Applausi comunque per il nostro atleta che fino ad allora aveva tenuto testa al suo forte avversario.

Un’avventura sfortunata per il nostro pugilato che, preso dalla gloria recente di Giovanni De Carolis, è costretto a fare un passo indietro e a soffermarsi per l’ennesima pausa di riflessione. I due pugili inglesi si sono mostrati decisamente fuori dalla portata dei nostri connazionali, specialmente George Groves, che è un pugile certamente di caratura mondiale. Ora bisogna capire cosa manca al pugilato italiano e porre delle nuove basi solide prima di tentare nuove “imprese” estere, dettate esclusivamente dalla mancanza di denaro e opportunità nella nostra Penisola.

 

  •   
  •  
  •  
  •