Irma Testa, tra arte e guantoni. La scalata della prima pugile italiana alle Olimpiadi.

Pubblicato il autore: Francesco Saverio Simonetti Segui

Irma Testa, prima pugile italiana alle Olimpiadi.

Irma Testa scrive la storia: a Rio sarà la prima donna del pugilato italiano a partecipare alle Olimpiadi.

Si ricorda che il pugilato nel contesto olimpico è uno dei pochi sport in cui gli atleti sono ancora considerati dei semi-dilettanti, anche se il livello dei partecipanti e di competitività si è drasticamente innalzato e ha generato un business mai visto prima, soprattutto tra gli uomini.

Irma è nata il 28 Dicembre 1997 a Torre Annunziata – il pugilato campano è la massima espressione nel nostro Paese – ed è considerata tra gli esperti del ring una delle più forti pugili under 20.

A livello giovanile, tra il 2012 e il 2016, è sempre arrivata a medaglia nelle competizioni più importanti a cui ha partecipato: nel 2012 bronzo europeo a quattordici anni, nel 2013 oro mondiale nella categoria juniores -52 kg, nel 2014 argento nelle olimpiadi giovanili, argento mondiale nella categoria Youth, e oro europeo nella categoria -54kg, nel 2015 oro nel mondiale juniores categoria -57kg Youth, e oro europeo.

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Il suo talento naturale – velocità e colpo d’occhio, aiutate da un montante precisissimo – è sembrato fin da subito sprecato per le categorie Youth.

Ecco allora che, nel giro di tre anni tra il 2013 e il 2016, Irma insieme ai coah Emanuele Renzini, Laura Tosti e al supporto del maestro di sempre Biagio Zurlo, mette su nove chili per passare dalla categoria -52 kg a quella -60 kg, e poter quindi partecipare alle Olimpiadi di Rio nella categoria Senior. Non sono, infatti, previste categorie inferiori ai -60kg.

La prima occasione utile è il torneo pre-olimpico europeo a Samsun, in Turchia, nella categoria -60kg: i pass a disposizione sono due.

Irma sale sul ring e batte la finlandese Mira Potkonen agli ottavi, la francese Estelle Mosley numero 2 del ranking ai quarti, e la bulgara Svetlana Kamenova in semifinale (qui sotto il video intero dell’incontro).

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https://www.youtube.com/watch?v=2R4Qnav_Ha4

Qualificazione centrata al primo colpo, con la facilità disarmante che solo i campioni posseggono.

Perderà poi la finale contro l’azera Yana Alekseevna che in semifinale ha sconfitto dopo cinque anni di imbattibilità l’irlandese Katie Taylor.

Prima di Rio, Irma avrà un’altra vetrina per mettersi in mostra: i mondiali di fine Maggio ad Astana, in Kazakistan, con gli occhi dei riflettori addosso e un gruppo di avversarie pronte anch’esse a riscattarsi, tra tutte la Mosley e la Taylor.

Quello che più stupisce, però, di questa ragazza è l’atteggiamento fuori dal ring, e più in particolare davanti ai microfoni dei giornalisti.

La voce è sicura, ma non spocchiosa, le parole sono quelle di un leader. 
Parla di crescita del collettivo, è sicura che la sua compagna Marzia Davide si qualificherà perché è l’intero movimento che sta avanzando. Sa cosa vuole, vincere, e forse per questo dopo aver strappato il pass olimpico quasi non sembrava contenta.
Non ha idoli dichiarati nel pugilato, ma piuttosto si ispira a personaggi dell’arte che poi diventano i simboli della sua caparbietà. Come Frida Khalo, la bellezza che vince le disavventure, e l’essenzialità dell’essere di Fëdor Dostoevskij.
E poi una frase che ha citato spesso in questi giorni e che meglio racchiude quello che Irma Testa è – l’essere, non l’apparire – quando sale sul ring. La frase è di Charlie Chaplin «E’ veramente bello battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando. Perché il mondo appartiene a chi osa!»

 

 

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