Roberto Cammarelle depone i guantoni

Pubblicato il autore: Luca Prete Segui

E anche Roberto Cammarelle dice basta. Dopo l’annuncio pochi giorni fa da da parte di Valentina Vezzalli di abbandonare la carriera agonistica, un altro ritiro scuote lo sport italiano. Il pugile trentaseienne ha deciso che sia giunta l’ora di dedicarsi ad altro, cedendo logicamente dinanzi a degli avversari  imbattibile e insidiosi, i quali non sembrano avere dei punti deboli, ossia, il tempo e l’età anagrafica. Un altro nome pesante che ha reso grandi i colori azzurri nel mondo non difenderà più titoli e medaglie. La sua ultima apparizione avrà luogo questa sera al Pala Badminton di Milano dove svolgerà uno degli incontri di Dual Match di fronte alla Francia per celebrare non solo la fine della sua avventura ma anche i 100 anni della Federazione pugilistica italiana.
Quella di Roberto Cammarelle è una carriera sportiva prestigiosa e lunga, composta da 227 incontri disputati “spalmati” su 21 anni di carriera che inizia molti anni fa quando il pugile aveva solo 11 anni decidendo di praticare questo sport per perdere peso, ed entra così in una palestra a Cisinello Balsamo.  Il colpo di fulmine avvenne rapidamente. Quella disciplina, all’apparenza così violenta, ma che invece perfetta metafora della vita con elementi di rispetto nei confronti delle difficoltà della stessa, ha subito suscitato attrazione ai occhi del piccolo Roberto.  Gli anni di duro allenamento trascorrono velocemente e dopo quasi una decade, fa il suo ingresso nelle Fiamme Oro seguito da Giulio Colella.  Da lì in poi, Roberto Cammarelle colleziona successi e titoli sempre più importanti.
Dai quattro titoli mondiali ai quelli ottenuti entro i confini dell’Italia, passando ovviamente per le medaglie europee e soprattutto quelle aggiudicate ai Giochi Olimpici. E proprio riguardo alle Olimpiadi, sono forse legati i ricordi più belli ma con qualche delusione. L’apoteosi della felicità viene raggiunta sicuramente a Pechino 2008, quando riuscì a indossare il metallo più prestigioso, sconfiggendo in finale  il cinese Zhilei Zhang nella categoria super massimi. Trionfo tra i più emozionanti di quella edizione in mezzo al bronzo di quattro anni prima ad Atene 2004 e l’argento di Londra 2012 successivamente. E proprio riguardo al secondo posto in terra britannica, che Cammarelle mostra un bel pò di delusione, definendolo ingiusto,  e ritenendo il verdetto della giuria troppo di parte e tendente a favorire il padrone di casa Anthony Joshua. In quell’occasione, Cammarelle arrivò ad affermare che avesse avuto meno problemi con giuria cinese a Pechino la quale era stata unanime nel dargli la vittoria in finale. I Giochi Olimpici hanno avuto anche il merito di creare un connubio importante, quello tra Roberto Cammarelle  e  un altra leggenda italiana di questo sport, ossia Francesco Damiani. Una collaborazione vincente, la quale si completa a vicenda con i due da sempre in sintonia e con la capacità del coach di ottenere sempre il massimo dal suo pupillo.
Lascia così un altro atleta che ha regalato emozioni indescrivibili non solo al pugilato ma allo sport italiano in generale, e che ha avuto il merito (insieme a Clemente Russo), di “sdoganare” del tutto uno sport spogliandolo, se non completamente, in maniera considerevole, dai soliti pregiudizi e stereotipi.  Ora, lo aspetta un ruolo più istituzionale ma sempre a contatto con il ring, come direttore sportivo delle Fiamme Oro. Roberto Cammarelle attacca i guantoni al chiodo, ma siamo sicuri, senza alcun rimpianto.

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