Roberto Cammarelle lascia la boxe

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui

cammarelleRoberto Cammarelle finisce da dove aveva cominciato, nella sua Milano, dove nel lontano 1995 aveva iniziato la sua carriera pugilistica, grazie alla lungimiranza del maestro Biagio Perri, che capì il valore e il talento di questo ragazzone ed ebbe l’idea di infilargli due guantoni, che il pugile indosserà per l’ultima volta, stasera al “dual match”. Una carriera segnata da tante vittorie e da tante medaglie conquistate, che ne hanno fatto il miglior pugile che l’Italia abbia mai avuto. Stasera, al Pala Badminton di Milano, Cammarelle salirà per l’ultima volta sul ring in occasione del “dual match” tra Italia – Francia, evento che celebrerà i cento anni della Fpi (federazione pugilistica italiana), la quale ha scelto di farsi rappresentare da uno dei pugili che ha dato più lustro al nostro Paese. Il campione olimpico ci teneva parecchio a finire la sua carriera nello stesso posto dove aveva iniziato quando era poco più che un adolescente, che probabilmente non si sarebbe immaginato di riuscire ad ottenere quell’alto numero di riconoscimenti che ne hanno contraddistinto il suo percorso. 227 incontri disputati, 3 medaglie olimpiche (un bronzo, un oro e un argento), dove il secondo oro olimpico di seguito mancò a causa di una controversa decisione della giuria, che preferì premiare l’inglese Anthony Joshua alla finale olimpica, un verdetto non andato giù al campione e neanche a noi, che mise a dubbio la parzialità dei giudici inglesi; di Roberto Cammarelle si preferisce quindi ricordare l’oro a Pechino e i fasti di quell’edizione con l’aggiunta dell’argento di Clemente Russo, che hanno contribuito a rendere grande il nostro pugilato. Si aggiungono poi i due bronzi e i due ori ai mondiali, i tre argenti agli europei e i quattro ori consecutivi ai campionati della comunità europea. Un palmarès che parla per sé e che indica esattamente, casomai ce ne fosse stato bisogno, che è stata la stella più luminosa del nostro pugilato.
Sono nella storia e mi fermo qui, è bello finire qui dove tutto e cominciato nel 1995″, si esprime così il pugile trentaseienne, e non possiamo certo dargli torto sul fatto che è sulla storia, al massimo si può dire che “ha fatto la storia”. Il suo futuro? Ovviamente sempre nella boxe: da questo maggio diventerà il direttore tecnico del Settore pugilato; scelta più che giusta e anche lì prometterà di dare il massimo: “Per me la boxe e i suoi valori sono tutto. Ora comincio una nuova avventura nella quale cercherò di raggiungere quei successi ottenuti in tanti anni di carriera pugilistica, perché a me piace vincere, sempre“. Proprio in questo nuovo ruolo Cammarelle farà in modo di far continuare la nostra vincente tradizione, ma di sicuro, un nuovo Roberto Cammarelle non si troverà dall’oggi al domani.

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