Boxe: Avremo il primo campione del mondo di etnia Rom?

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui
Boxe
Sabato sera potrebbe verificarsi un evento storico per la storia della boxe: si disputerà, infatti, sul ring di Glasgow in Scozia, l’incontro valido per il titolo mondiale nella categoria superleggeri WBA fra l’italiano Michele Di Rocco, gitano di etnia rom e l’idolo di casa, lo scozzese Ricky Burns.

L’occasione per il pugile umbro potrebbe essere assai propizia in quanto il quotato puglie scozzese – già campione in passato di ben due categorie di peso – non vive un ottimo momento di forma come testimoniano i suoi ultimi 6 incontri nei quali ha riportato tre vittorie e tre sconfitte.

Al contrario, Di Rocco può contare su una dote notevolissima di entusiasmo essendo giunto al traguardo di poter disputare un incontro valevole per il titolo mondiale dopo 12 anni di pugilato professionistico.

Appena arrivato a Glasgow il pugile italiano si è detto molto fiducioso ed è apparso carico e motivato anche se certamente si troverà di fronte un ambiente ostile in quanto il palazzetto dello sport ove si disputerà il match, la SSE Hydro Arena, impianto moderno e super tecnologico, sarà tutto per il beniamino di casa e i tredicimila spettatori previsti certamente non faranno mancare il loro apporto a Burns.

Le motivazioni che spingono i due pugili sono certamente diverse: lo scozzese, di un anno più giovane dell’italiano – 34 anni contro i 33 del pugile umbro – punta ovviamente a conquistare il titolo mondiale nella categoria superleggeri per aggiungere questa perla agli altri due titoli mondiali conquistati nella categoria superpiuma WBO nel 2010 e nella categoria leggeri due anni dopo.

Il palmares del pugile scozzese è di tutto rispetto in quanto dal momento del suo approdo fra i professionisti ha disputato in tutto 45 incontri vincendone 39, perdendone 5 e pareggiandone uno solo seppur – come prima detto – gli ultimi incontri lo hanno visto in notevole affanno anche contro pugili di non quotata levatura.

Il pugile italiano, invece, da professionista ha disputato 42 incontri vincendone 40, perdendone uno e pareggiandone uno ma c’è da dire che l’ultimo incontro, però, lo ha disputato circa un anno fa e quindi anche la sua condizione fisica e atletica nonché il suo stato di forma è tutto da verificare.

Certamente l’esperienza non difetta ad entrambi i contendenti: Di Rocco non appare intimorito dal pubblico di casa che torneranno a supportare Burns esattamente dopo due anni dall’ultima esibizione in casa: “Rispetto Burns ma il previsto boato che accompagnerà il suo ingresso sul ring mi darà ancora più carica” e cercherà sicuramente di far valere il maggior peso e la maggiore potenza rispetto allo scozzese dal quale ci si aspetta una tattica attendistica in cerca del pugno risolutore.

Le premesse ci sono tutte: in caso di vittoria, l’italiano oltre a potersi vantare di essere il primo di etnia rom a diventare campione del mondo, potrebbe diventare il secondo italiano a potersi fregiare di tale titolo dopo Giovanni De Carolis che detiene la corona nella categoria dei supermedi WBA.

Per la boxe nostrana sarebbe davvero un bel colpo per ridare popolarità a uno sport che sembra aver perso lo smalto del passato.

Sembrano epoche lontane i tempi in cui primeggiavano Nino Benvenuti, Sandro Mazzinghi, Bruno Arcari, Oliva e via discorrendo ma c’è da dire che i trionfi olimpici e mondiali nel settore dilettantistico – Russo, Cammarelle – lasciano ben sperare per una disciplina dal fascino sempre vivo.

  •   
  •  
  •  
  •