Pacquiao al senato filippino. Ed è subito polemica

Pubblicato il autore: Nello Simonetti Segui

manny-pacquiao-2Manny Pacquiao al senato filippino. L’ex pugile, sfidante appena un anno fa negli Stati uniti di Mayweather è stato eletto nel parlamento del suo paese dopo aver ricevuto qualcosa come sedici milioni di voti. Un exploit che oltre a consentirgli l’approdo nel consesso filippino, ha anche aperto la strada ad altre avventurose affermazioni sulla scia di quelle già improvvidamente effettuate tempi addietro. Ma andiamo con ordine. Prima dell’elezione di Pacquiao al senato filippino, alcune uscite del pugile avevano destato non poco clamore. L’otto volte campione del mondo infatti, si era in febbraio, paragonò gli omosessuali agli animali, suscitando la sdegnata (nonché giustificatissima) reazione delle categorie interessate. “Gli animali – aveva aggiunto al suo delirio – sono persino migliori degli omosessuali, in quanto sanno distinguere i maschi dalle femmine. Se gli uomini vanno con gli uomini e le donne vanno con le donne, allora sono peggio degli animali”. Un delirio che non si è concluso, a quanto pare, nemmeno ora che Pacquiao al senato filippino, è stato eletto dopo la sua prima, fallimentare esperienza da parlamentare, costellata di frequenti assenze per gli allenamenti pugilistici e persino per qualche partita di basket. Neanche il tempo di ufficializzare l’elezione infatti, ecco un’altra frase ad effetto destinata a far discutere. L’argomento, anche questo delicatissimo, è quello legato alla pena di morte: “Dio lo consente nella Bibbia“, ha spiegato, lasciando intendere come questa in realtà non sia da ritenersi in contrasto con la sua fede cristiana-evangelica. Pacquiao al senato filippino dunque, ha offerto immediatamente, prima ancora dell’insediamento ufficiale, argomenti in abbondanza. Anche perchè non è esaurito qui il materiale a disposizione soprattutto degli avversari politici. Abbiamo accennato alla sua precedente esperienza parlamentare, non esattamente esaltante e caratterizzata dalle numerose assenze. Quella che si accinge ad intraprendere non pare destinata ad un esito molto differente. Pacquiao al senato filippino infatti, potrebbe andare raramente anche stavolta, causa gli irrinunciabili impegni sportivi che lo vedono possibile candidato alla partecipazione alle Olimpiadi di questa estate a Rio de Janeiro, qualora davvero venissero ammessi i professionisti: “Chiederò al popolo filippino se mi consentirà di partecipare – ha già fatto sapere il pugile – dal momento che il Senato inizia le sue sessioni di lavoro meno di due settimane prima dei Giochi. La gente potrebbe dire, “se ne va di nuovo”, non vorrei essere criticato ancora“. Insomma, l’avventura di Pacquiao al senato filippino inizia subito nel segno delle polemiche. Lui, dal canto suo, cerca ovviamente di minimizzare, nella speranza di concentrare l’attenzione del popolo e dei media su quello che sarà il suo lavoro nel parlamento del suo paese dopo i sedici e passa milioni di voti raccolti alle elezioni: “Farò bene questo lavoro – ha affermato l’ex campione del mondo -, aborro la corruzione, voglio essere un servo del popolo timorato di Dio”. Il cammino non gli sarà certamente agevole. Pacquiao al senato filippino fa troppo rumore per non suscitare polemiche prima ancora che l’avventura inizi. C’è chi è pronto a scommettere si tratti solo del primo passo verso la presidenza. Il tempo darà le opportune risposte…

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