Roberto Cocco “Voglio rimettermi in discussione”

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

Boxe
Riprendiamo l’intervista fatta a Roberto Cocco dal portale online ilguerriero.it.

Allora questo lo potremmo definire non un passaggio.. ma un gradito ritorno! Hai fatto molti incontri nella boxe, da dilettante? E quali i risultati?

Roberto Cocco: Combattevo quasi tutte le settimane e sono arrivato sempre alle finali dei campionati nazionali. Poi, man mano che ottenevo buoni risultati nella Kick e nella Thai boxe, abbandonavo  lentamente la boxe, maa ora ho deciso di riprendere!

Bene. Ci aspettiamo allora grandi cose da questa tua nuova attività sportiva.

Roberto Cocco: Questo non è facile, anche se ho alle spalle più di cento incontri a contatto pieno, perché l’impostazione dell’allenamento e del combattimento è diversa, c’è più mobilità e più distanza. Molte volte ho sentito pugili che vantavano una superiorità del pugilato rispetto alle altre discipline da ring perché vedevano alcuni kick boxer combattere e perdere di boxe, ma questo non significa che la boxe sia meglio o sia peggio. E’ solo differente. C’è da dire però che non ho mai visto un pugile combattere nelle regole della kick e thai boxe.

Notiamo che molto spesso le inconcludenti discussioni di molti appassionati degli sport da combattimento vertono proprio su questi temi, ma personalmente trovo che siano inutili e fuori luogo, proprio perché anche se simili, questi sono due sport totalmente diversi per tantissimi aspetti. E non credo tu voglia imbastire una polemica su questo aspetto.

Roberto Cocco: No, assolutamente! Dico questo non certo per voler fare della stupida polemica, ma solo per tentare di spiegarti il motivo per cui ho trovato stimoli in un altro sport. Soprattutto per rimettermi in discussione. Posso ormai dirvi che ho firmato il contratto che mi lega al Team Loreni.

Hai già fatto qualche incontro professionistico di esordio o avvio?

Roberto Cocco: Ho esordito da professionista nel pugilato in una riunione organizzata da Aldo Re, Dino Orso e l’immancabile Marco Franza, a Casale Monferrato. Ho combattuto contro Alexander Dredhaj che già avevo incontrato da dilettante e che è passato recentemente professionista. E’ stato un match pulito che mi ha fatto ritrovare fiducia in me stesso e nelle mie braccia.

Com’è andata? Ce ne vuoi parlare? Vuoi raccontarci in maniera sommaria le fasi salienti del match?

Roberto Cocco: Nei primi round sono stato poco combattivo schivando e bloccando i suoi colpi per vedere se avevo l’occhio su quella distanza e il gioco di gambe per muovermi (nella thai invece, l’avrei aspettato e “clinchato”) . Dal quarto round ho cominciato a colpire e pressare di più . Al sesto round Dredhaj ha accusato un paio di montanti al fegato che lo hanno bloccato ma è riuscito , fra trattenute e con un po’ di aiuto da parte dell’arbitro (combattevamo entrambi in casa) che interrompeva spesso il mio pressing , ad arrivare alla fine del round e dell’incontro.

Un’ultima domanda. Per quanto riguarda la thai invece? Hai intenzione di continuare anche in questo settore?

Roberto Cocco: Per quanto riguarda la Thai boxe sono stato chiamato in Olanda e qui non si scherza di certo con gli avversari. Sarà durissima ma mi ritengo pronto per questa doppia avventura.

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