Boxe, Michael Fox: ‘Sconfiggiamo Parkinson in onore di Alì’ Federer: ‘Che shock’

Pubblicato il autore: luigi gatto Segui

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Il miglior modo per onorare Muhammad Ali è sconfiggere finalmente il morbo di Parkinson, malattia che è stata la causa della morte del famoso pugile, affetto già da quasi 30 anni. Questa l’opinione del famoso attore Michael J. Fox, che convive col Parkinson dal 1991.

“Curare il morbo di Parkinson una volta sembrava impossibile – ha scritto la fondazione di Fox sul proprio sito – Ma il momento è dalla nostra parte. Crediamo che senza errori le cure possano riuscire a curarlo se facciamo di più e non di meno. Muhammad Ali ci ha dimostrato cosa significa avere il cuore di un campione. Ora abbiamo la chance di onorarlo portando a termine la battaglia che lui ha non potuto.”

Ali, morto lo scorso venerdì all’età di 74 anni, è stato un membro attivo della fondazione di Michael J. Fox, un’organizzazione no-profit fondata per curare questo malanno che interessa milioni di persone nel mondo. “Innumerevoli persone vivono col Parkinson, anche uno degli autori di questo pezzo che ha avuto in Muhammad Ali un modello di comportamento di equiminità e coraggio nell’affrontare la degenerazione del Parkinson.”

Una malattia che provoca una paralisi agitante e che lentamente causa la dopamina dei neuroni nel cervello fino alla morte, secondo quanto riportato dall’istituto nazionale dei disturbi neurologici.

Sulla morte di Ali si è espresso qualche giorno fa Roger Federer, che crede che l’ex pugile debba essere ricordato per tutti i successi avuti. “La morte di Muhammad Ali è stata senza dubbio un grande shock” – ha detto da Stoccarda, torneo in cui debutterà nei prossimi giorni contro Taylor Fritz – È stato uno dei più grandi atleti della storia. Ms ha fatto molto di più che giocare a boxe. Ha avuto una grande personalità e ha resistito tanto. Le cose che ha detto hanno gravitato verso le persone. Non parlava molto, ma rappresentava ciò che diceva. Sia dentro che fuori il ring. Averlo perso è molto molto triste ma allo stesso tempo è bello che tutti diano così tanta attenzione alle bellissime cose che ha realizzato.”

A parlarne è stato anche il finalista del Roland Garros Andy Murray subito dopo la partita persa in quattro set contro il serbo Novak Djokovic domenica scorsa. Andy avrebbe voluto conoscere Ali: “E’ stato un giorno triste ieri (sabato, ndr). Stava male da molto tempo, sembra che le cose siano peggiorate molto velocemente nell’ultimo paio di giorni. Sì, è stato un peccato, è un uomo straordinario. Ho letto e visto tanto su di lui. Anche lo scorso giorno sono andato sul sito BBC Sport e c’erano 11 storie diverse su di lui. Alcune raccontavano le sue conversazioni coi bambini, altre riguardavano cosa diceva prima delle partite; alcune storie parlavano di altri pugili che lo hanno affrontato o conosciuto e cosa lui significava per loro. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo, non conosco molte persone famoso, ma lui era una persona famosa che avrei voluto conoscere. Sono triste per non averlo fatto.”

Ali in carriera ha vinto nel 1964 il titolo mondiale unificato dei pesi massimi per tre volte. Inoltre “The Greatest (Il Migliore)”, questo il suo soprannome, è stato nominato ‘Boxer of the Year (Pugile dell’anno) nel 1963, 1972, 1974, 1975 e 1978.

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