Il ring perde la sua leggenda: è morto Muhammad Ali

Pubblicato il autore: Nicola Di Gregorio Segui


Nella notte è morto Muhammad Ali
, pugile ineguagliabile ed icona della disciplina protagonista nel ventennio ’60-’80 di momenti memorabili nella storia dello sport.
Affetto da tempo dal morbo di Parkinson, Ali si è spento all’età di 74 anni nell’ospedale di Phoenix (Arizona) dopo essere stato ricoverato nei giorni scorsi per una grave crisi respiratoria.

Carriera. Nato nel 1942 a Luiseville con il nome di Cassius Marcellus Clay Jr, nel 1964 si converte all’Islam e cambia il suo nome nel poi leggendario Mohamed Ali. All’epoca aveva già conquistato un oro olimpico a Roma 60’nella categoria mediomassimi; da quel momento in poi è stato protagonista di sfide storiche che hanno dato lustro e visibilità mondiale alla boxe. Il suo record parla chiaro: 61 incontri disputati, 56 vittorie (37 delle quali per KO) e sole 5 sconfitte (KO una sola volta). Eletto pugile dell’anno in cinque occasioni, nel ’63,’72, ’74, ’75 e ’78 è stato campione del Mondo dei pesi massimi tra il 1964-1969 (titolo mondiale WBC), 1974-1978 (prima titolo mondiale unificato, poi titolo WBA e WBC) e dal 1978 al 1979 (WBA).
La classica frase ormai nelle orecchie di tutti “Vola come una farfalla e punge come un’ape” descriveva alla perfezione il suo stile di combattimento, accompagnato da una dote di grande incassatore ed una tecnica quasi irraggiungibile per la categoria. La morte di Muhammad Ali lascia sicuramente un vuoto nel mondo della boxe che difficilmente qualcuno riuscirà mai a riempire.

Vita privata. Ali si sposò per quattro volte ed ebbe sette figlie e due figli. Tra le figlie di Ali è spesso ricordata Laila, nata nel ’77 anche lei pugile professionista capace di seguire in parte le orme del padre ottenendo il titolo mondiale dei pesi supermedi nel 2002.

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