Le frasi più famose di Muhammad Ali

Pubblicato il autore: Pierluigi Persano Segui

Muhammad Alì

Muhammad Ali è stato probabilmente uno degli sportivi più grandi di sempre. E per entrare nell’olimpo dei più grandi non basta essere un campione sul ring, ma anche fuori.
Nel corso della sua carriera Muhammad Ali ha deliziato i tifosi di tutto il mondo con le sue battute celebri, politicamente scorrette, a sostegno dei diritti degli afroamericani e dei diritti civili, che lo hanno reso immortale.

– “Cassius Clay è un nome da schiavo. Io non l’ho scelto e non lo voglio. Io sono Muhammad Ali, un nome libero. Vuol dire amato da Dio. Voglio che la gente lo usi quando mi parla e parla di me.”
1964. Cassius Marcellus Clay Junior si converte all’Islam aderendo alla Nation of Islam e cambia legalmente il suo nome in Muhammad Ali.

– “Vola come una farfalla, pungi come un’ape. Combatti ragazzo, combatti.”
Parole pronunciate prima del match contro Liston per il titolo di campione.

– “Sono il re del mondo, sono carino, sono cattivo. Ho scosso il mondo, ho scosso il mondo, ho scosso il mondo!”
Parole pronunciate dopo aver battuto Liston ed aver vinto il titolo dei pesi massimi nel 1964.

– “Non ho niente contro i Vietcong, loro non mi hanno mai chiamato “negro”. I veri nemici della mia gente sono qui.”
1966. Muhammad Ali si rifiuta di arruolarsi nell’esercito degli Stati Uniti per andare a combattere in Vietnam. Le sue dichiarazioni gli costeranno il ritiro della licenza da parte delle commissioni atletiche pugilistiche statunitensi.

– “Frazier è così brutto che quando piange le lacrime girano intorno alla sua testa e cadono già dietro le spalle. E’ così brutto che dovrebbe regalare la sua faccia al Wwf americano.”
1971. Muhammad Ali prima dell’incontro contro Frazier.

– “Joe Frazier è troppo brutto per essere campione. Joe Frazier è troppo stupido per essere campione. Il campione dei massimi deve essere intelligente e grazioso come me.”
1971. Alì perde il suo primo incontro ai punti contro Frazier.

– “È difficile essere umili quando si è grandi come me.”

– “E’ un match divino, Foreman rappresenta la cristianità, l’America, la bandiera. Non posso lasciarlo vincere. Rappresenta le costine di maiale”.
1974. A Kinshasa, nello Zaire, Ali sfiderà Foreman nel “Rumble in the Jungle”.

– “C’è un tizio a Londra, in Inghilterra, chiamato Brian Clough. Ho sentito fino in America che questo tizio parla troppo. Dicono che sia un nuovo Muhammad Alì. C’è solo un Muhammad Alì. Ora, Clough, ne ho abbastanza. Finiscila”.

– “L’ho detto a tutti quelli che mi criticano che sono il più grande di tutti i tempi. Non datemi perdente fino a che non ho 50 anni”.
Muhammad Ali batte Foreman nel “match del secolo”.

– “Ho visto tua moglie. Non sei stupido come sembri”.
1975. Muhammad Ali si rivolge al presidente delle Filippine Ferdiand Marcos prima del “Thrilla in Manila” contro Frazier.

– “La gente dice che ora parlo lentamente. Ma non è una sorpresa. Ho calcolato che ho preso 29.000 pugni. Ma ho guadagnato 57 milioni di dollari e ne ho messo la parte la metà. Così ho preso un paio di colpi duri. Sai quanti uomini neri sono uccisi ogni anno da pistole e coltelli, senza un centesimo per i loro nomi? Posso parlare lento, ma la mia mente è a posto.”

– “Le mie sofferenze fisiche sono state ripagate da quello che sono riuscito ad ottenere nella vita. Un uomo che non è coraggioso abbastanza da assumersi dei rischi, non otterrà mai niente”.

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