Leonard Bundu ko contro Spence e dice addio al mondiale!

Pubblicato il autore: Antimo Carriero Segui

Leonard Bundu

Nulla da fare : a  Coney Island ( New York), Leonard Bundu a 42 anni suonati perde rovinosamente per ko al sesto round contro Spence Jr, dando l’addio al sogno mondiale.
Che fosse un’impresa al limite dell’impossibile, lo si era capito già dalle settimane preparatorie al match, valevole per la semifinale del mondiale ibf di pesi welter; eppure il “Fiorentino d’Africa”, c’ha voluto provare con il cuore.
A nulla, però, è valso un atteggiamento accorto e allo stesso tempo coraggioso, dell’atleta italiano; questa volta molto più sicuro rispetto alla sconfitta del Dicembre 2014 contro Keith Thurman.
Leonard Bundu, in verità, viene sconfitto dall’età decisamente più elevata rispetto al suo avversario ( 42 contro i 26 dell’americano) e da una caratura oggettivamente inferiore.
La maggiore stazza fisica e quel jab destro difficile da evitare, portano l’italiano a subire le azioni del picchiatore statunitense per tre round, prima che l’orgoglio fiorentino dia segnali di vita.
Il quarto round è il migliore per Bundu, capace di scuotere il più quotato avversario con una serie di ganci corti, cercando di buttare il cuore oltre l’ostacolo.
Dopo una quinta ripresa interlocutoria, però, arriva la doccia gelata per il pugile toscano: Spence il round successivo, alza il ritmo e picchia duro con ambo le mani.
Un sinistro mette Bundu al tappeto, ma l’arbitro erroneamente lo valuta come spinta e non procede al conteggio, ma l’andazzo del duello si capirà qualche secondo dopo.
Spence investe Bundu con una serie di colpi: micidiale è il gancio destro che stende definitivamente l’italo-africano, consegnando allo statunitense l’ennesimo trionfo (21esima vittoria, 18 prima del limite).
Al “Fiorentino d’Africa”, rimarrà oltre all’immensa delusione per la seconda ed ultima occasione mondiale definitivamente sfumata, il coraggio e l’orgoglio di essersela giocata a viso aperto, nonostante un coefficiente di difficoltà dell’impresa di altissimo livello.
Quel sogno mondiale inseguito da una vita non sarà mai realizzato, ma l’insegnamento che Leonard Bundu avrà dato la scorsa notte alla nuova generazione pugilistica italiana, poco avezza alle sfide difficili, non sarà di certo mai dimenticato.

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