Evander Holyfield: “Nella mia vita ho fatto molti errori”

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Evander Holyfield
Evander Holyfield è in Italia per una serie di serate benefiche. L’ex pugile che perse un pezzo d’orecchio contro Myke Tyson è adesso n’altra persona: la religione ha riempito la sua vita. La boxe fa sempre parte della sua esistenza, ma adesso la guarda con occhio disincantato.

Evander Holyfield, il campione

Ecco le parole di Evander Holyfield, ospite attesissimo dell’evento ‘Celebrity Night Fight’:
Posso fare ogni cosa grazie a Cristo che mi dà la forza. Mi piace perché mi ricorda mia madre. Eravamo poverissimi. Lei non sapeva neppure leggere, mio padre era andato via, è stato difficile crescere. Ma lei ripeteva a me e ai miei otto fratelli: ‘Puoi fare tutto ciò che vuoi, basta continuare a dare e non arrendersi mai’. Don’t quit , diceva, non smettere.” (La Gazzetta dello Sport)
Poi aggiunge:
Ho fatto molti errori, ho dato fiducia alle persone sbagliate. È come nella fede: se non rischi, non ottieni. Ma la responsabilità di essersi fidato rimane mia. Oggi passo molto del mio tempo a parlare ai giovani, ai giovani pugili soprattutto. Dico loro: ‘Se hai stoffa, creerai le opportunità. Avrai tentazioni, ti passeranno tante cose negative in testa, ma fai la cosa giusta e vincerai’. A otto anni mi dissero che sarei stato come Ali, un mito. Ricordo che corsi a casa da mia madre a chiedere se davvero sarebbe successo. Lo conobbi nel 1984, quando vinsi il bronzo a Los Angeles. Ad Atlanta, lo preferirono a me come ultimo tedoforo, fu una delusione, ma poi capii: lui era grande per tutti, bianchi e neri, al di là di razze e religioni.” (La Gazzetta dello Sport)

Evander Holyfield e Mike Tyson

La boxe fa ancora parte della vita di Evander Holyfield, ma in maniera più serena e distaccata. Il gigante ha dato uno sguardo agli incontri di Rio 2016 ma non ne è rimasto impressionato:
Ho visto in tv il più possibile degli incontri di Rio. Non ricordo il match del vostro Russo, ma non mi è piaciuto il comportamento degli arbitri, i loro parametri di giudizio. Temo che ci siano troppi soldi di mezzo.”
Infine, come non spendere due parole sul rivale di sempre, quel Mike Tyson che gli strappò il lobo di un orecchio?
Scusato, perdonato, dimenticato. Eravamo rivali in tutti i sensi, uno l’opposto dell’altro. Nel carattere, nel fisico, nel modo di porsi, ma entrambi nati dalla parte sbagliata e alla pari come pugili.” (La Gazzetta dello Sport)
Insomma, Evander Holyfield ha ormai qualche annetto, non è più l’eroe che vinceva cinture su cinture sul ring. Adesso è un cinquantaquattrenne sereno, che ha guadagnato molto e vinto parecchio nel corso della sua carriera da pugile. La rivalità con Tyson è sempre stata molto alta ma adesso, dopo tanti anni, entrambi i pugili sono cambiati. Più umili e maturi. Come disse Tyson: “Adesso non sono più in vetta della mia carriera, non guadagno neanche un decimo rispetto a prima, ho un cartone animato, spettacoli teatrali, non avrei mai potuto realizzare tutto questo quando combattevo. Non sarei mai andato d’accordo con il produttore, sarei stato arrogante. Invecchiando si impara l’umiltà. Si impara che se non si nasce umili è la vita che ti forza ad esserlo.”

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